(Reuters) - Pubblicati i dati definitivi dell’Istat sull’indice Nic relativo ai prezzi al consumo italiani che scendono, nel mese scorso di 0,2 punti percentuali su base congiunturale. Rispetto allo stesso periodo del 2013, l’indice Nic è,invece, salito dello 0,2%. Dopo l’entrata in una fase deflattiva, avvenuta nello scorso mese di Agosto, per la prima volta dal 1959, l’inflazione acquisita per il 2014 scende allo 0,2%.
Come spiega il report Istat, la lieve accelerazione dell’inflazione rilevata rispetto allo stesso periodo dello scorso anno è da imputare alla ripresa
«degli Alimentari non lavorati (+0,8%, da -0,2% di ottobre) e, in minor misura, di altre tipologie di prodotti. Questa dinamica è in parte bilanciata dall’accentuazione della flessione tendenziale dei prezzi degli Energetici non regolamentati (-3,1%, da -2,2% del mese precedente)».
L’inflazione di fondo, ovvero quell’indicatore calcolato al netto dei beni energetici e degli alimentari freschi, rimane stabile allo 0,5% mentre l’inflazione al netto dei soli beni energetici sale al +0,6% rispetto al +0,4% della rilevazione precedente (Ottobre 2014).
I prezzi dei prodotti acquistati con maggiore frequenza non variano su base mensile mentre aumentano dello 0,2% su base annua. I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona crescono dello 0,5% su base mensile e dello 0,4% su base annua.