Intesa Sanpaolo: ok a conversione azioni risparmio. Le informazioni utili

Intesa Sanpaolo: c’è l’ok dell’assemblea straordinaria alla conversione delle azioni di risparmio in ordinarie. Le informazioni utili.

Intesa Sanpaolo: ok a conversione azioni risparmio. Le informazioni utili

Lo scorso 27 aprile Intesa Sanpaolo ha approvato sia il bilancio dell’esercizio 2017 - archiviato con un utile netto civilistico di €4,88 miliardi - che la conversione dei titoli di risparmio in azioni ordinarie.

A dare il via libera all’operazione è stata l’assemblea straordinaria, con una percentuale di voti a favore del 99,81% del capitale presente.

“Una semplificazione della struttura del capitale che renderà la società allineata alle migliori pratiche della concorrenza più qualificata, con la quale ci misuriamo.”

Così un entusiasta Gian Maria Gros-Pietro, presidente di Intesa Sanpaolo, ha commentato l’operazione di conversione di titoli di risparmio in azioni ordinarie, una decisione alla quale hanno fatto seguito altre mosse strategiche della società.

L’effetto dei dividendi

Nella sua parte ordinaria, l’Assemblea ha inoltre approvato la distribuzione agli azionisti di €1.353.639.567,85 di dividendi a valere sull’utile d’esercizio (corrispondenti a 8 centesimi per azione ordinaria e a 9,1 centesimi per azione di risparmio) e di €2.065.450.088,96 di assegnazione di riserve a valere sulla Riserva sovrapprezzo (12,3 centesimi per ciascuna azione, sia ordinaria che di risparmio) per un totale monte dividendi pari a €3.419.089.656,81.

Come confermato dal comunicato stampa reso noto da Intesa, la distribuzione prenderà il via il 23 maggio 2018, mentre il 21 maggio vi sarà lo stacco cedole e il 22 maggio il record date. Rapportando il dividendo unitario al prezzo dell’azione registrato al 27 aprile è emerso un rendimento (dividend yield) del 6,4% per l’azione ordinaria e del 6,5% per l’azione di risparmio.

Approvato, tra le altre cose, anche il Sistema di Incentivazione Annuale 2017 basato su strumenti finanziari, oltre che l’aumento del compenso (+€140) a KPMG S.p.A per l’incarico di revisione legale dei conti.

Le informazioni utili sulla conversione titoli

L’Assemblea straordinaria, riunitasi lo scorso 27 aprile, ha approvato la conversione obbligatoria delle azioni di risparmio esistenti - ridotte a 932.490.500 dopo l’annullamento di 61 titoli da parte di un intermediario autorizzato - in 969.790.120 azioni ordinarie della Società di nuova emissione.

Queste avranno le medesime caratteristiche dei titolo ordinari esistenti alla data dell’operazione. Il tutto, in virtù di un rapporto di conversione pari a 1,04 azioni Intesa Sanpaolo ordinarie per ciascuna azione di risparmio convertita.

L’operazione diverrà effettiva, ricorda la stessa Intesa Sanpaolo, a condizione che la conversione obbligatoria venga approvata (assieme alle relative modifiche allo Statuto) da parte dell’assemblea speciale degli azionisti di risparmio e, ancora, dopo le autorizzazioni della BCE alle modifiche dello stesso statuto, per l’inclusione nel CET1 delle azioni ordinarie emesse nell’ambito della conversione e, ancora, per l’eventuale acquisto di azioni proprie della Società al termine della procedura di liquidazione dei soci recedenti.

A quanto detto si aggiunga poi che l’importo da riconoscere agli esercitanti del diritto di recesso non dovrà superare i 400 milioni di euro al termine del periodo previsto per l’offerta in opzione e prelazione ai soci di Intesa Sanpaolo delle azioni degli azionisti di risparmio recedenti ai sensi dell’art. 2437-quater, commi 1 e 2 del codice civile, si legge ancora nel comunicato stampa societario.

La data di efficacia della conversione sarà concordata con Borsa Italiana SpA, ma dovrà comunque essere successiva allo stacco del dividendo riferibile al bilancio di esercizio al 31 dicembre 2017. Per Gian Maria Gros-Pietro il periodo di riferimento sarà agosto 2018.

L’assemblea straordinaria ha altresì autorizzato il Consiglio di Amministrazione:

“ad alienare le azioni proprie eventualmente acquistate conseguentemente all’esercizio del diritto di recesso, all’esito del processo di liquidazione ai sensi dell’art. 2437-quater del codice civile, senza alcun limite, ad un corrispettivo che non potrà essere inferiore al prezzo di riferimento che il titolo avrà registrato nella seduta di borsa del giorno precedente ogni singola operazione di alienazione diminuito del 10%, specificando che le operazioni potranno essere eseguite sul mercato o fuori dal mercato, spot e/o forward”.

Gli altri punti all’ordine del giorno

Ancora nella parte straordinaria, gli azionisti di Intesa Sanpaolo hanno delegato il Consiglio di Amministrazione ad aumentare il capitale sociale anche in più tranche entro il 27 ottobre 2019, per un importo massimo di €400.000.000 (incluso sovrapprezzo) con emissione di massime 170.000.000 azioni ordinarie Intesa Sanpaolo. Una delega, quella al Cda, volta a garantire una più efficace attuazione del Piano di Incentivazione a Lungo Termine basato su strumenti finanziari.

Intesa ha altresì deliberato di delegare al Cda l’aumento del capitale sociale a pagamento - in via scindibile, in una o più volte, entro il 27 ottobre 2019 - per un importo massimo (incluso sovrapprezzo e al netto di uno sconto di emissione) di €1.200.000.000, con esclusione del diritto di opzione a favore dei dipendenti del Gruppo Intesa Sanpaolo, con emissione di massime numero 555.000.000 azioni ordinarie Intesa Sanpaolo.

Il prezzo di emissione, si legge nel comunicato stampa, incorpora uno sconto rispetto al valore di mercato delle azioni ordinarie di Intesa Sanpaolo, calcolato in virtù della media dei prezzi rilevati nei 30 giorni precedenti alla data di emissione.

“Assumendo l’integrale adesione al Piano Professional e al Piano Manager, i due aumenti di capitale determinerebbero un effetto diluitivo sul capitale sociale ordinario di Intesa Sanpaolo del 3,5% assumendo un prezzo di 3 euro e del 4,4% assumendo l’ipotesi di emissione del numero massimo di azioni oggetto di delibera assembleare in uno scenario di stress a un prezzo di 2,4 euro. ”

Assumendo invece la conversione integrale delle azioni di risparmio in azioni ordinarie, l’effetto diluitivo sarebbe pari a circa il 4,1% del capitale sociale totale post-conversione delle azioni di risparmio.

Al seguente link il comunicato stampa ufficiale di Intesa Sanpaolo

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