Intercettazioni, riforma Bonafede in vigore dal 1°marzo: cosa cambia

Il Ministro Bonafede intende riformare la Legge Orlando sulle intercettazioni. I pm dovranno selezionare il materiale intercettato e gli avvocati avranno meno limitazioni nell’estrazione delle copie. Nuove regole in vigore dal 1° marzo 2020.

Intercettazioni, riforma Bonafede in vigore dal 1°marzo: cosa cambia

Nuove regole sulle intercettazioni a partire dal 1° marzo 2020. La prossima primavera entreranno in vigore le modifiche alla Legge Orlando volute dal Ministro Bonafede con il fine di potenziare le intercettazioni, strumento necessario per lo svolgimento delle indagini connesse ai reati più gravi, soprattutto quelli di stampo mafioso.

La nuova disciplina pone maggiore attenzione sulla tutela della riservatezza della persona intercettata, sul diritto di difesa, grazie all’accesso agli atti da parte degli avvocati, e garantisce la digitalizzazione del procedimento con archivio e deposito telematico.

Queste novità completano il quadro di riforme del processo penale e seguono l’ingresso della tanto discussa riforma della prescrizione, avvenuta all’inizio del nuovo anno.

Intercettazioni, nuove regole da marzo 2020

Nella seduta dello scorso 21 dicembre 2019, il Consiglio dei Ministri ha approvato la riforma della Legge Orlando sulle intercettazioni telefoniche e ambientali, con grande soddisfazione del Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, il quale ha dichiarato sul proprio profilo Facebook:

«Oggi abbiamo approvato in consiglio dei ministri il decreto legge sulle intercettazioni, uno strumento irrinunciabile per le indagini. Adesso elaboriamo un sistema moderno e digitale: ci saranno maggiori garanzie per trovare un punto di equilibrio tra l’esigenza delle indagini, la tutela della riservatezza e il diritto di difesa.»

L’entrata in vigore ufficiale è prevista per il prossimo 1° marzo 2020.

Secondo il Ministro della Giustizia, la riforma è necessaria a migliorare l’efficienza delle indagini investigative, dato che conferisce maggiori poteri di controllo ai pm e concede agli avvocati della difesa di prendere visione degli atti depositati senza limitazioni. Vediamo nel dettaglio cosa cambia.

Intercettazioni, nuove regole: cosa cambia

Come abbiamo anticipato le novità sono diverse, tutte pensate per rendere più efficace ed efficiente il lavoro della Procura e tutelare maggiormente la privacy dei soggetti intercettati. La novità principale è senza dubbio l’incremento delle funzioni del pm nella disciplina delle intercettazioni: essi, e non più la Polizia giudiziaria, dovranno supervisionare il materiale raccolto e determinare cosa è rilevante ai fini delle indagini e cosa no lo è. Lo scopo di questa maggiore supervisione è tutelare l’integrità, la dignità e la privacy dei soggetti intercettati, infatti il pm potrà scegliere di escludere tutte le conversazioni di carattere privato.

Altro punto di indubbio rilievo è il potenziamento dei poteri degli avvocati della difesa: la riforma di Bonafede elimina i limiti della Legge Orlando all’accesso al materiale raccolto nelle intercettazione da parte dei legali. Gli avvocati, quindi, potranno estrarre copia di quanto depositato ed eseguire trasposizioni delle registrazioni.

Nuovo impulso alla digitalizzazione del procedimento: tutti gli atti relativi al materiale intercettato dovranno essere depositati in via telematica in un deposito digitale creato ad hoc presso la Procura della Repubblica. Nel registro verranno annotate anche data, ora e durata delle eventuali consultazioni del materiale raccolto.

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