Instagram, Like Patrol: rimossa l’app per spiare i follower

Like Patrol, app per spiare Instagram e le attività degli utenti, è stata rimossa dall’App Store. Il software era al limite dello stalking? Ecco perché non si può più scaricare.

Instagram, Like Patrol: rimossa l'app per spiare i follower

Like Patrol, un’app molto utilizzata per spiare i propri follower su Instagram, è stata rimossa da App Store: la motivazione ufficiale è l’aver violato i termini di servizio di Apple ma le motivazioni reali risiedono nella possibilità di effettuare un vero e proprio stalking ai danni degli altri utenti (coinvolti a loro insaputa).

La recente rimozione di una funzione come “Segui già” su Instagram, che permetteva di controllare in modo peculiare l’attività dei propri follower: Like Patrol, che ne rappresentava una valida alternativa, è stata però rimossa rendendo le cose ancora più complicate a chi desidera spiare Instagram.

Spesso però questi innocenti strumenti, nelle mani sbagliate, possono trasformarsi in vero e proprio stalking per gli utenti che lo subiscono: qualsiasi contenuto a cui mettete like e altre interazioni possono essere osservate da un profilo che spesso non nasconde le migliori intenzioni. Ecco perché Apple ha rimosso Like Patrol.

Like Patrol: rimossa da Apple Store l’app per spiare Instagram

La rimozione della funzione “Segui già” su Instagram ha costretto gli utenti più spioni a trovare alternative e trucchi validi per controllare gli utenti desiderati, e Like Patrol ha rappresentano per diverse settimane la soluzione migliore per iPhone.

L’applicazione in questione però avrebbe leggermente sconfinato rispetto all’ordinario: oltre a fornire un rapporto dettaglio delle attività di un utente a scelta, con numero di like e commenti lasciati in giro su Instagram, l’app permetteva di conoscere anche la percentuale di uomini e donne con cui interagiva la persona spiata di turno, arrivando addirittura a specificare il livello di compatibilità tra due utenti, basandosi su algoritmi e interazioni.

Un vero e proprio strumento per stalker professionisti, tanto da richiedere un abbonamento annuale che si aggirava intorno ai 75 dollari.

Sergio Luis Quintero, fondatore dell’app, difende il proprio software, sottolineando come l’applicazione non violi le direttive guida di Apple, puntando il dito direttamente a Instagram (che dal 2001 ad appena un mese fa metteva in mano agli utenti la funzione “Segui già”).

Se Instagram ha confermato la violazione delle proprie linee guida, Apple non ha ancora comunicato i motivi ufficiali per cui l’applicazione è stata rimossa dal negozio digitale (anche se le modalità con cui venivano controllati gli utenti spiati lascia ben poco spazio all’immaginazione).

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