Insediamento Biden, allarme FBI: proteste armate in tutte le capitali USA

Riccardo Lozzi

12 Gennaio 2021 - 17:17

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Allarme dell’FBI per l’insediamento di Biden del 20 gennaio. Si temono proteste armate nelle 50 capitali degli Stati Uniti da parte dei sostenitori di Trump, pronti alla rivolta anche in caso di impeachment.

Insediamento Biden, allarme FBI: proteste armate in tutte le capitali USA

L’assalto al Congresso avvenuto lo scorso 6 gennaio potrebbe essere stato solo il primo di una serie di manifestazioni violente che rischiano di avere luogo negli Stati Uniti dal 16 gennaio fino, almeno, alla cerimonia di insediamento di Joe Biden del 20.

L’FBI ha lanciato l’allarme in un bollettino riservato, di cui i media americani sono venuti a conoscenza, nel quale vengono riportate le informazioni che portano al rischio di proteste armate non solo a Washington, ma in tutte le capitali dei 50 Stati americani.

L’indiscrezione sta preoccupando seriamente i responsabili statali della sicurezza, i quali stanno aumentando in questi giorni le misure preventive per frenare una possibile escalation di violenza in piazza, dopo il triste bilancio di 5 morti, tra cui un ufficiale di polizia, registrato in seguito a quanto accaduto a Capitol Hill.

Altri rumor prevedono una rappresaglia della stessa portata in caso passasse l’impeachment o la rimozione dalla carica da presidente nei confronti di Donald Trump.

Insediamento Biden, allarme FBI: proteste armate in tutte le capitali USA

Un’atmosfera di tensione che però Biden ha assicurato di non temere, confermando di voler giurare come 46esimo presidente degli Stati Uniti all’aperto, seguendo quindi la tradizione dei suoi predecessori, nonostante i timori degli agenti dell’FBI.

A esprimere la propria preoccupazione è invece la sindaca di Washington Muriel Bowser, la quale in diverse dichiarazioni pubbliche ha invitato i cittadini americani a non recarsi nella capitale in vista dell’inaugurazione della nuova amministrazione.

La prima cittadina di Washington ha ammesso di temere i manifestanti armati e gli effetti sulla tenuta democratica del Paese. Intanto lo stesso Trump ha approvato la dichiarazione di emergenza proposta da Bowser, in modo da poter mettere in campo misure più stringenti.

Il rischio più grande è legato alla possibilità di un tentativo estremo di voler interrompere l’inaugurazione, bloccando di conseguenza la presa di servizio di Joe Biden che si attiverà solamente in seguito all’atto formale del giuramento.

Impeachment e rimozione per Trump, il calendario della Camera dei Rappresentanti

Oggi alla Camera dei Rappresentanti si dovrebbe votare la risoluzione per chiedere all’attuale vicepresidente Mike Pence di invocare il 25esimo emendamento, in grado di rimuovere Trump prima della naturale scadenza e prendendone il posto, così da impedirgli una possibile ricandidatura nel 2024.

Tuttavia, Pence non sembra disponibile ad una mossa del genere che lo renderebbe inviso a gran parte dell’elettorato repubblicano, frenandone le ambizioni presidenziali.

A questo punto i democratici, come rivelato dalla speaker Nancy Pelosi, dovrebbero avviare l’impeachment mercoledì per “incitamento all’insurrezione”. Si tratterebbe della prima volta che un presidente finisce sotto accusa due volte. C’è però incertezza rispetto all’esito a causa dei tempi stretti a disposizione, nonostante il Congresso sia diventato a maggioranza dem.

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