L’Inps ha scritto a un defunto invitandolo a presentarsi in ufficio: l’assurda storia

Elisa Corpolongo

26 Maggio 2021 - 22:50

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L’Inps, dopo aver preso atto della morte del signor Franco, scrive al defunto una lettera per avvertirlo che è morto e che, pertanto, non potrà più ricevere la pensione di cittadinanza. Ecco i dettagli della gaffe dell’Istituto.

L'Inps ha scritto a un defunto invitandolo a presentarsi in ufficio: l'assurda storia

Per fortuna, l’Inps non è solita aspettarsi una risposta da chi riceve le proprie comunicazioni a riguardo della cessazione di diritti in merito a pensioni e altre prestazioni, altrimenti in questo caso l’attesa sarebbe stata abbastanza lunga.

Infatti, l’ultima gaffe dell’Inps è l’aver scritto al signor Franco che, a causa del suo stesso decesso, non avrebbe più potuto usufruire della pensione di cittadinanza che aveva percepito in vita proprio fino a un paio di mesi fa.

La comunicazione è firmata dal responsabile dell’Inps Angelo Franchitti e precisa anche tutte le modalità specifiche secondo le quali il defunto avrebbe potuto fare ricorso, seguendo tutti i termini di legge.

Come ci si poteva aspettare, la gaffe è arrivata ai giornali e poi è diventata virale nel web: vediamo i dettagli della lettera che l’Inps scrive al defunto per invitarlo a presentarsi nei propri uffici.

Chi è il signor Franco: la disavventura con l’Inps

Il signor Franco è stato un ingegnere che in vita aveva trascorso quasi la totalità degli anni da lavoratore all’estero in Europa. Proprio per questo motivo, secondo il regime pensionistico che vige in Italia, aveva accumulato nel tempo solo pochi contributi non sufficienti a ricevere una corposa pensione e aveva però potuto chiedere la pensione di cittadinanza (variante del reddito di cittadinanza).

L’uomo percepiva, infatti, la pensione di cittadinanza dal 2019 e più precisamente dall’aprile di quell’anno. Regola vuole che, nel caso della ricezione di questo tipo specifico di sostegno economico, ogni anno il diretto interessato abbia l’obbligo di comunicare all’Inps un ISEE aggiornato.

Il signor Franco è morto a Roma il 17 marzo 2021 e, in occasione del decesso, l’Inps ne aveva preso atto. Il povero signor Franco, tra l’altro, è ancora in attesa di sepoltura, dato che la cremazione è avvenuta con due mesi di ritardo e i parenti ne stanno ancora attendendo le ceneri per seppellirle.

Nell’attesa di poter dare la giusta sepoltura al caro parente, i congiunti hanno rinvenuto la lettera dell’Inps nella sua buca delle lettere. La missiva termina con una climax della gaffe e la cordiale dicitura rivolta direttamente al signor Franco: “distinti saluti”.

Cosa dice la lettera dell’Inps: i dettagli della gaffe

La comunicazione dell’Inps è del tutto formale, come ci si aspetterebbe dall’istituto. La lettera si rivolge al “gentile Signore” comunicando al defunto in primis che è deceduto, in secundis che - pertanto - non potrà più ricevere alcun sussidio.

Con molta nonchalance, l’Inps continua la lettera dicendo che qualora il signor Franco avesse avuto alcun tipo di reclamo, avrebbe potuto recarsi presso gli uffici per ricevere ulteriori chiarimenti.

Comunque, questo avrebbe dovuto protestare, qualora avesse voluto, entro 30 giorni dal ricevimento della lettera e non oltre, con una motivata istanza di riesame della pratica.

Firmata e controfirmata dal direttore, la comunicazione giunge senza indugi nella cassetta delle lettere del signor Franco, non al diretto interessato, però, che nulla probabilmente avrà da reclamare. Anche se - l’Inps continua - qualora il signor Franco fosse stato impossibilitato a presentarsi negli uffici, avrebbe potuto reclamare anche rivolgendosi al Contact center, chiamando da rete fissa il numero gratuito 803164 oppure da telefono cellulare il numero 06164164.

La gaffe dell’Inps col signor Franco sui giornali

La notizia arriva logicamente sui giornali - Il Tempo il primo a pubblicare il testo della lettera - come beffa (e gaffe) dell’Inps alla famiglia ancora in lutto.

L’istituto, però, molto probabilmente e a sua discolpa - come spesso avviene per tutta la burocrazia più impervia e intricata - voleva solo essere totalmente certo di tutelarsi verso qualunque evenienza, inclusa l’esistenza dell’aldilà.

Sicuramente adesso la tutela c’è e se il signor Franco non avrà nulla da ridire, nessun altro potrà pretendere dall’Inps alcunché, tantomeno la sua pensione di cittadinanza.

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