Infermiera morta dopo vaccino Covid: cosa è successo davvero

Laura Pellegrini

7 Gennaio 2021 - 15:15

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La notizia dell’infermiera portoghese Sonia Acevedo morta 24 ore dopo aver fatto il vaccino anti-Covid ha fatto il giro del web. Ma ora l’autopsia ha chiarito che il decesso non è legato all’iniezione.

Infermiera morta dopo vaccino Covid: cosa è successo davvero

La notizia della morte di Sonia Acevedo, infermiera di 41 anni in Portogallo 24 ore dopo aver fatto il vaccino anti Covid di Pfizer è stata ripresa da diverse testate, destando una certa preoccupazione. Ora, l’autopsia effettuata sul corpo della donna ha escluso il legame tra iniezione e decesso. Acevedo, dunque, non sarebbe morta a causa di una reazione avversa al vaccino, ma per altre cause non specificate.

La presunta morte legata alla somministrazione del vaccino Pfizer ha spaventato la popolazione del Portogallo, e la stessa famiglia di Sonia, che da 10 anni lavorava nel reparto di pediatria dell’Istituto nazionale di Oncologia (IPO) di Porto, aveva chiesto spiegazioni in merito al decesso.

Con i risultati dell’autopsia la vicenda è stata (in parte) chiarita e l’ipotesi di decesso per iniezione di vaccino è stata scongiurata. Vediamo cosa è successo.

Portogallo, autopsia sull’infermiera morta dopo il vaccino anti-Covid

Sonia Acevedo aveva effettuato il vaccino il 30 dicembre in qualità di infermiera presso il reparto di pediatria dell’Istituto nazionale di Oncologia (IPO) di Porto, in Portogallo. «Ha cenato con noi a Capodanno e poi è andata a casa del suo compagno - ha raccontato il padre Abìlio alla stampa locale -. È stato lui a chiamarmi alle 11 del mattino (del 1° gennaio ndr.) per dirmi che l’aveva trovata immobile e che era morta. Mia figlia è uscita di casa e non l’ho più vista viva».

Dopo l’iniezione, la donna aveva cambiato la sua immagine del profilo mostrando la maschera facciale e la didascalia che recitava «COVID-19 vaccinato». Secondo le ricostruzioni, inoltre, Sonia viveva con la sua famiglia ma è morta a casa del suo partner il 1 gennaio 2021. Poco tempo prima del decesso, la 41enne aveva confessato a sua madre di un lieve dolore al braccio vicino alla zona di iniezione, ma non aveva mostrato altri sintomi.

Dopo 24 ore dall’iniezione della prima dose del vaccino Pfizer, però, - il primo gennaio 2021 - la donna era deceduta e i giornali locali avevano annunciato la morte a causa della somministrazione del vaccino. L’IPO di Porto, comunque, aveva confermato che «la spiegazione della causa della morte seguirà le normali procedure in queste circostanze».

La popolazione si era spaventata di fronte a questa presunta reazione della 41enne, madre di due figli, al vaccino contro il Covid. L’autopsia realizzata sul corpo della donna, però, ha confermato l’assenza di collegamento tra il decesso della donna e la somministrazione del vaccino anti Covid.

Cosa è successo davvero?

Come si legge sul quotidiano locale Correio de Manha, il primo ad aver lanciato la notizia, una nota del Ministero della Giustizia riporta: «Senza alcun riferimento alla causa della morte, coperta dal segreto, i dati preliminari derivanti dall’esame medico-legale effettuata oggi non mostrano alcuna relazione tra il decesso e il vaccino per il soggetto in questione».

Ciò significa che la morte di Sonia non ha alcun collegamento con la somministrazione del vaccino anti Covid Pfizer, come invece era stato annunciato dai quotidiani in un primo momento.

Nelle prossime ore verrà dato l’ultimo saluto alla 41enne con una cerimonia funebre nella sua città natale, Maia, alla sola presenza dei familiari più stretti.

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