India news: la crescita non convince, mentre il paese inizia a temere più che mai l’avvento al potere del presidente Trump. C’è lo zampino del Governo?
India news - La crisi del contante in India potrebbe essere stata sopravvalutata. Secondo quanto riportato, infatti, il tasso di crescita del paese nell’ultimo trimestre del 2016 si è assestato al 7%, mentre gli analisti avevano previsto un risultato di gran lunga inferiore.
Il Pil è dunque cresciuto oltre quelle stesse attese che avevano posto l’accento sulla politica di demonetizzazione messa in atto da Narendra Modi. Quella scelta di natura monetaria ha avuto profonde ripercussioni sulla popolazione che si è trovata in una situazione senza precedenti. Per questo motivo molti non sono convinti che il tasso al 7% sia reale. Se la crescita dell’India rappresenta uno dei principali argomenti di discussione degli analisti, per il paese la situazione è ben diversa e il problema principale sembra ora essere l’elezione di Donald Trump.
Cerchiamo di comprendere fino a che punto si è spinta la crisi del contante in India e tentiamo di capire come la demonetizzazione della rupia si sia andata a ripercuotere sul Pil e sulla crescita alla fine del 2016. L’elezione di Trump potrebbe anche peggiorare le cose.
India news: crescita nonostante il ban della rupia
Come già accennato, il tasso di crescita indiano, registrato nell’ultimo trimestre del 2016, si è assestato al 7%, ben oltre le più rosee aspettative degli analisti. Le previsioni avevano messo in conto una brusca frenata a causa della decisione di Narendra Modi di togliere dalla circolazione le banconote di taglio maggiore da 500 e da 1000 rupie, una scelta che ha praticamente eliminato l’86% del cash in circolazione e ha gettato nel panico l’India intera.
Il paese si è dunque riguadagnato il trono di economia più veloce del mondo, dato che la nuova regina della classifica ha registrato un Pil in crescita ma solo del 6,8%. Nonostante l’ottimismo, molti analisti hanno fortemente messo in dubbio i dati ufficiali provenienti dal Governo. Quella crescita del 7%, insomma, potrebbe non essere reale secondo alcuni.
India news: la crescita è reale? Lo scetticismo degli analisti
Diversi economisti hanno sollevato parecchi dubbi circa la veridicità dei dati sul Pil indiano - la loro accuratezza è già stata messa in discussione in passato.
“Il risultato si scontra con i dati delle rilevazioni che hanno mostrato un crollo dell’attività economica persistente anche nel 2017”,
hanno scritto gli analisti della Fathom Consulting. Secondo la maggior parte degli economisti, la crescita dell’India avrebbe dovuto osservare un declino superiore al punto percentuale dopo la crisi del contante. Dal governo, intanto, continuano a ribadire quanto affermato già prima del ban, ossia che la misura porterà sofferenza nel breve periodo e guadagni nel lungo periodo.
India news: le previsioni dopo il ban della rupia
Il caos che ha fatto seguito al ban della rupia si è lentamente ridotto e secondo Arundhati Bhattacharya, presidente della Bank of India, la situazione sta lentamente tornando alla normalità. Il manifatturiero è stato identificato da molti come il settore che ha sofferto più degli altri il ban della rupia ma che si è ripreso abbastanza bene.
“Nonostante questo rimaniamo sempre più in basso rispetto ai livelli precedenti il ban. Ciò implica che la mossa ha avuto un impatto negativo sull’economia”,
ha affermato Anubhuti Sahay, analista della Standard Chartered, secondo cui l’India subirà un altro brutto colpo economico se i legislatori andranno avanti con la nuova riforma sulle tasse.
India news: 3 motivi per temere Trump
Il già citato presidente della banca centrale indiana, Arundhati Bhattacharya ha affermato come il paese abbia delle buone motivazioni per temere la presa del potere del presidente Trump. Queste motivazioni sono essenzialmente 3.
#1 - Il commercio
Gli USA sono uno dei maggiori partner commerciali dell’India. Il commercio tra i due paesi ha raggiunto quota 109 miliardi di dollari nel 2015 e il progetto originario è sempre stato quello di salire a quota 500 miliardi. La politica protezionista di Trump e il suo America First, potrebbero mettere i bastoni tra le ruote a questo ambizioso piano commerciale.
#2 - I tassi di interesse
L’aumento dei tassi di interesse da parte della Fed potrebbe essere in dirittura d’arrivo e potrebbe andare a ripercuotersi proprio sulle economie dei mercati emergenti, come l’India. I funzionari della banca centrale americana hanno parlato di un rialzo che avverrà presto, ma i piani di Trump, di spendere pesantemente sulle infrastrutture, potrebbero anche aumentare l’inflazione e spingere la banca ad agire prima del previsto.
L’aumento dei tassi di interesse causerebbe un apprezzamento del dollaro, il che andrebbe e ripercuotersi su diverse valute emergenti tra cui la stessa rupia indiana. Tutto ciò andrebbe di certo ad aumentare l’inflazione e ad aiutare gli esportatori del paese - ma non le compagnie che hanno chiesto prestiti in dollari.
#3 - I permessi di lavoro (Visa)
Il presidente della banca centrale ha fatto notare come siano davvero molti gli indiani che lavorano negli USA. Il presidente Trump ha più volte esternato la sua volontà di apportare cambiamenti ai programmi di regolamentazione dell’immigrazione, tra cui il famoso H-1B, cosa che non solo chiuderebbe le porte a migliaia di indiani, ma, come ha fatto notare il presidente della RbI, si ripercuoterebbe negativamente sulle stesse casse degli americani.
© RIPRODUZIONE RISERVATA