Classificazione imposte: indirette e dirette, sui redditi o patrimoniali

Guida completa alla classificazione delle imposte e distinzione tra dirette e indirette, reddituali o patrimoniali.

Classificazione imposte: indirette e dirette, sui redditi o patrimoniali

Le imposte sono di molteplice natura, ma la principale suddivisione è in dirette ed indirette ed ognuna di esse agisce sul contribuente in maniera differente.

Cerchiamo di fornire un quadro completo delle imposte che di volta in volta possono avere un oggetto di imposizione differente e colpire, quindi, il patrimonio, il reddito od i consumi.

Ecco una guida pratica per il contribuente.

La classificazione tra tributi, imposte, tasse e contributi

Preme ricordare, innanzitutto, che in Italia esistono diversi tributi (prelievo coattivo di ricchezza) i quali si suddividono in:

  • imposte che si caratterizzano per la obbligatorietà e sono totalmente indipendenti dalla fruizione di un servizio. Infatti, esse sono dipendenti esclusivamente dall’azione del soggetto passivo (il contribuente che ad esempio pone in essere un’attività d’impresa e per il semplice fatto di aver dato vita ad un’attività è soggetto al versamento di una imposta);
  • tasse che sono il corrispettivo di un servizio fornito dallo Stato e dagli Enti locali (ad esempio la tassa sui rifiuti);
  • contributi si caratterizza per il fatto che racchiude in sé sia l’obbligatorietà tipica delle imposte che la corrispettività tipica delle tasse. Consiste nel pagamento di una somma di denaro per il finanziamento di un servizio pubblico non richiesto direttamente dal singolo contribuente (ad esempio contributo per la rete stradale).

Analizziamo nello specifico le imposte che, come abbiamo detto, si caratterizzano per l’obbligatorietà e la coattività del prelievo economico nei confronti del contribuente.

Imposte: come si suddividono le imposte?

La distinzione principale delle imposte, in relazione al momento in cui colpiscono la ricchezza, è in imposte dirette ed indirette.

Le imposte dirette, infatti, colpiscono la ricchezza sia nel momento in cui viene prodotta (reddito) sia la ricchezza già maturata (patrimonio), mentre le imposte indirette agiscono sulla ricchezza nel momento in cui viene trasferita o consumata (vendita di un bene, acquisti, trasferimenti).

Quali sono le imposte dirette?
Come abbiamo detto, le imposte dirette colpiscono la ricchezza del contribuente se già esistente come il patrimonio, o nel momento in cui viene generata.

Ecco le principali imposte dirette attualmente vigenti nel sistema tributario italiano:

  • Irpef (Imposta sul reddito delle persone fisiche) è un’imposta diretta di tipo personale e progressivo che colpisce il reddito complessivo che le persone residenti in Italia producono in qualsiasi parte del mondo ed il reddito che i non residenti producono in Italia;
  • Ires (Imposta sul reddito delle società) è un’imposta di tipo proporzionale e si applica solo ai soggetti con personalità giuridica, quindi, SpA, Srl, società cooperative e di mutua assicurazione ed enti;
  • Irap (Imposta regionale sulle attività produttive) è un’imposta regionale sul valore aggiunto di tipo proporzionale e reale poiché colpisce la ricchezza al momento della sua produzione;
  • Isos (Imposta sostitutiva sui redditi da capitale) il presupposto di questa imposta proviene dal reddito generato da investimenti di capitale;
  • Imu (Imposta municipale unica) il presupposto di questa imposta è il possesso di beni immobili.

Le imposte dirette in relazione all’oggetto della loro imposizione si distinguono in:

  • imposte sul patrimonio, colpiscono la ricchezza che il contribuente già detiene;
  • imposte sul reddito, colpiscono la ricchezza che il soggetto produce annualmente.

Inoltre, in relazione alla valutazione o meno della situazione economica familiare si distinguono:

  • imposte personali, colpiscono la ricchezza tenendo conto delle condizioni familiari, economiche e sociali dei contribuenti, come ad esempio l’Irpef;
  • imposte reali, colpiscono la ricchezza oggettivamente considerata escludendo la valutazione della situazione familiare, come ad esempio l’Imu.

Quali sono le imposte indirette?
Le imposte indirette sono quelle che, come già detto, colpiscono la ricchezza nel momento in cui viene trasferita o consumata e si caratterizzano per il fatto che si trasferiscono da chi è tenuto a pagarle ad altri soggetti.

Ecco le imposte indirette più importanti attualmente vigenti nel sistema tributario italiano:

  • Iva (Imposta sul valore aggiunto) è un’imposta applicata alle cessioni di beni e servizi e colpisce solo il valore aggiunto in ogni fase del processo produttivo e distributivo. Le aliquote previste in Italia sono tre: ordinaria del 21%, oppure quelle ridotte del 4% e del 10%;
  • Imposta di registro si applica ad esempio per trasferimenti di beni mobili ed immobili e sia quando il trasferimento è soggetto a registrazione obbligatoria sia quando la stessa avviene per volontà del contribuente;
  • Imposta di bollo è un’imposta applicata nel momento in cui si richiede, produce o presenta un documento;
  • Imposta sulle successioni e sulle donazioni è un’imposta dovuta per il trasferimento della proprietà od altri diritti sia a causa di morte che per liberalità;
  • Imposta catastale e ipotecaria soggette all’imposta sono le volture catastali e gli atti formali che riguardano il trasferimento di beni immobili.

Le imposte indirette, invece, distinguono in imposte sugli scambi (come l’imposta sul valore aggiunto), imposte sui trasferimenti a titolo gratuito (successioni e donazioni) e a titolo oneroso o sugli affari (registro, bollo, ipotecarie ecc.), imposte sui consumi o di fabbricazione (come le accise).

Imposte: distinzione per calcolo dell’ammontare

In relazione alla misura ed alle modalità di calcolo dell’ammontare le imposte possono, poi, distinguersi in proporzionali, regressive e progressive.

Le imposte proporzionali sono quelle in cui l’aliquota è costante, cioè il suo ammontare aumenta in modo proporzionale all’aumentare della base imponibile, come nel caso dell’Ires.

Le imposte regressive sono quelle caratterizzate da un’aliquota decrescente, ossia il suo ammontare diminuisce all’aumentare della base imponibile.

Le imposte progressive, infine, sono quelle in cui il suo ammontare aumenta in maniera più che proporzionale rispetto all’aumentare della base imponibile, in questo caso si parla di un’aliquota crescente, come nel caso dell’Irpef.

In linea generale esistono tre tipi di progressività:

  • progressività per deduzione o detrazione;
  • progressività per classi;
  • progressività per scaglioni.

L’articolo 53 della Costituzione italiana prescrive che il sistema tributario del nostro Paese sia informato a criteri di progressività.

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