Ilva, ArcelorMittal deposita il recesso: per Conte è illegittimo

ArcelorMittal ha depositato il recesso presso il Tribunale di Milano. Per Conte e i commissari straordinari la richiesta è illegittima perché mancano i presupposti legali per il recesso anticipato dal contratto preliminare. Aperta la discussione sulla reintroduzione dello scudo penale.

Ilva, ArcelorMittal deposita il recesso: per Conte è illegittimo

ArcelorMittal vuole abbandonare definitivamente l’ex Ilva di Taranto. I legali del colosso dell’acciaio hanno depositato l’atto di citazione per il recesso presso il Tribunale di Milano e nei prossimi giorni verrà assegnata la causa.

La decisione del colosso dell’acciaio sembra ormai irreversibile, eppure secondo Gualtieri, Ministro dell’Economia e delle Finanze, il recesso anticipato è illegittimo in quanto contrario al contratto preliminare di vendita.

In mancanza delle condizioni giuridiche per il recesso, gli avvocati e i commissari straordinari si preparano a presentare un controricorso al Tribunale di Milano chiedendo di esprimersi sulla questione. Secondo i ricorrenti, lo scudo penale, ovvero l’immunità dai processi dei vertici aziendali, non può giustificare il recesso dell’azienda.

Vediamo nel dettaglio quali potrebbero essere i futuri risvolti legali.

Caso Ilva: ArcelorMittal deposita il recesso in Tribunale

Nonostante l’intervento del Governo e dei sindacati degli operai, il gigante dell’acciaio ArcelorMittal è fermo nella posizione di voler lasciare l’Ilva, noncurante degli impegni presi nel contratto preliminare di acquisto. Per questo i legali dell’azienda hanno depositato l’atto di citazione per il recesso definitivo nel Tribunale del capoluogo lombardo.

La decisione di abbandonare lo stabilimento è stata presa in seguito all’eliminazione dello scudo penale, l’immunità dai processi per i vertici aziendali che era presente al momento della stipulazione del contratto.

Tuttavia secondo il Premier Conte e il Ministro dell’Economia Gualtieri l’eliminazione dello scudo penale non integra le condizioni giuridiche che giustificano il recesso dal contratto di affitto, per questo la “fuga” di ArcelorMittal sarebbe illegittima.

Il Governo è pronto a chiudere un occhio e a reintrodurre l’immunità dei vertici aziendali solo se il colosso rispetterà le previsioni contrattuali, cioè la piena acquisizione dell’ex Ilva nel 2021, le condizioni di produzione previste dal preliminare e l’impiego di tutti gli operai. Tuttavia il colosso franco-indiano sembra deciso ugualmente a recedere.

Recesso ArcelorMittal, si prospetta la battaglia legale

Allo stato dei fatti l’accordo tra le parti sembra essere ancora lontano e si gettano le basi per una lunga battaglia legale. Per questo i commissari hanno deciso di fare ricorso al Tribunale di Milano ex articolo 700 del Codice di procedura civile chiedendo di attivare la procedura d’urgenza.

L’atto di ricorso verrà depositato entro questa settimana e adduce come motivazione la violazione delle condizioni giuridiche per l’esercizio del diritto di recesso, diritto che invece ArcelorMittal ha rivendicato sempre presso il Palazzo di giustizia milanese.

Intanto Conte ha manifestato la necessità di ottenere il prima possibile un provvedimento cautelare e una verifica degli aspetti giuridici nei prossimi giorni; la perizia giudiziaria è attesa entro 10 giorni al massimo.

Caso Ilva, possibile reintrodurre lo scudo penale?

Almeno sul recesso di ArcelorMittal tutte le forze politiche sono d’accordo: si tratta di una soluzione da scongiurare. Il problema resta come fare. PD e Italia Viva chiedono la reintroduzione dell’immunità penale. In particolare il nuovo partito guidato da Renzi ha presentato due emendamenti, uno per la reintroduzione dello scudo penale per l’ex Ilva, uno di portata generale per tutte le altre realtà aziendali.

Contrario invece il Movimento 5 Stelle, che, ricordiamo, ha portato avanti in passato la battaglia per cancellare lo scudo, ritenuto discriminatorio.

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