Il Foglio escluso dai contributi all’editoria, nuovo caso Radio Radicale?

È già scontro interno alla maggioranza di governo il caso dell’esclusione dai contributi pubblici del quotidiano diretto da Claudio Cerasa

Il Foglio escluso dai contributi all'editoria, nuovo caso Radio Radicale?

Ha tutta l’aria di essere un nuovo caso Radio Radicale, quello del Foglio, con le varie forze politiche schierate pro o contro una testata giornalistica. Il giorno della vigilia di Natale, il mondo dell’editoria è stato scosso da un comunicato scritto dal direttore Claudio Cerasa. In esso si denunciava la decisione del governo di escludere il quotidiano fondato da Giuliano Ferrara dai contributi pubblici all’editoria per il 2018.

Immediate le reazioni - soprattutto politiche - a sostegno del giornale.

Foglio escluso da contributi pubblici

Il Foglio non ha dubbi: dietro l’esclusione ci sarebbe una precisa volontà politica. Cerasa cita in particolare un episodio avvenuto ai tempi dell’esecutivo M5S-Lega. Rocco Casalino, portavoce di Palazzo Chigi, “aveva sarcasticamente domandato” al giornalista Salvatore Merlo “perché mai si desse tanto da fare visto che il Foglio sarebbe stato chiuso”.

La previsione di Casalino faceva riferimento a un’indagine della Guardia di Finanza per i contributi pubblici degli anni 2009-2010, che secondo l’accusa non dovevano essere erogati. Sulla base di quelli che Cerasa definisce “falsi materiali”, quindi, non solo si sarebbero bloccati i contributi dell’anno scorso, ma si sarebbe anche intimata “la restituzione di sei milioni circa di euro per il biennio già menzionato”.

Il Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria della presidenza del Consiglio dei ministri, che risponde al sottosegretario Andrea Martella del PD, è prontamente intervenuto sulla questione.

È in corso da parte del Dipartimento un’istruttoria tecnica a seguito delle risultanze di una verifica effettuata dalla Guardia di Finanza. Tale istruttoria ovviamente acquisirà le contro deduzioni da parte della testata e si concluderà per legge entro il prossimo febbraio”, spiega Martella, difendendo la scelta del suo predecessore Vito Crimi.

Quest’ultimo, invece, attacca: “Quella prodotta oggi da ’Il Foglio’, purtroppo, non è informazione. E’ letame. Letame che evidentemente a qualche sostenitore della ’libera stampa’, a targhe alterne, piace rimestare e rilanciare per i suoi obiettivi”.

Renzi: “Difenderemo il Foglio come Radio Radicale”

Il riferimento dell’esponente dei 5 Stelle è a Matteo Renzi, il quale in mattinata aveva twittato: “Chi vuole chiudere IL FOGLIO sappia che noi difenderemo questa voce libera dell’informazione come abbiamo difeso Radio Radicale. Pancia a terra, tutti insieme, Il Foglio deve vivere”.

Hanno seguito il leader altri esponenti di Italia Viva, come Ivan Scalfarotto e Michele Anzaldi. Quest’ultimo ha anche chiesto una risposta al premier Giuseppe Conte durante un’interrogazione parlamentare.

Solidarietà è arrivata però anche da esponenti di altre forze politiche, come Andrea Romano del Partito Democratico e Mara Carfagna di Forza Italia.

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