IVAFE, imposta sulle attività finanziarie estere: cos’è, come funziona e quanto si paga. La guida completa

Francesco Oliva

14/04/2016

Cos’è l’IVAFE ovvero l’imposta sulle attività finanziarie estere? Ecco la guida completa ed aggiornata all’IVAFE con modalità di calcolo e dichiarazione dei redditi.

IVAFE, imposta sulle attività finanziarie estere: cos’è, come funziona e quanto si paga. La guida completa

IVAFE è l’acronimo di imposta sulle attività finanziarie estere. Si tratta di un’imposta introdotta dal Governo Monti all’inizio del 2012 per far fronte alle conseguenze della grave crisi finanziaria del 2011.
L’IVAFE rappresenta quindi la principale imposta sulle attività finanziarie detenute all’estero da persone fisiche residenti nel territorio dello Stato italiano.
L’IVAFE è un’imposta sulle attività finanziarie estere che obbliga i contribuenti italiani ad indicare nella dichiarazione dei redditi modello UNICO il tipo ed il volume di attività finanziaria detenuta all’estero.
La finalità è quella di adempiere correttamente a tutte le norme previste dal complesso sistema di monitoraggio fiscale vigente.

Ecco la guida completa all’IVAFE-imposta sulle attività finanziarie estere, con particolare riferimento al calcolo ed alla dichiarazione dei redditi (quadro RW del modello UNICO).

IVAFE: cos’è e come funziona l’imposta sulle attività detenute all’estero?

L’IVAFE rappresenta l’imposta patrimoniale e finanziaria sulle attività detenute all’estero da contribuenti persone fisiche residenti nel territorio dello Stato italiano.

L’IVAFE è dovuta anche dai contribuenti residenti in Italia ma le cui attività finanziarie sono gestite da intermediari non residenti oltre che sulle operazioni oggetto della procedura di regolarizzazione volontaria - “voluntary disclosure”; sono, invece, escluse tutte le operazioni relative al trasferimento di capitali verso l’Italia ("rimpatrio di capitali") e le attività finanziarie detenute all’estero ma amministrate da intermediari finanziari italiani.

IVAFE: le tipologie di attività finanziarie estere su cui si applica l’imposta

L’IVAFE, imposta sulle attività finanziarie detenute all’estero, colpisce quindi i redditi di capitale o redditi diversi che hanno natura finanziaria e provengono dall’estero.

Ecco l’elenco delle attività finanziarie detenute all’estero e soggette ad IVAFE:

  • partecipazioni al capitale o al patrimonio di soggetti residenti o non residenti, obbligazioni italiane o estere e i titoli similari, titoli pubblici italiani e i titoli equiparati emessi in Italia o all’estero, titoli non rappresentativi di merce e certificati di massa (comprese le quote OICR), valute estere, depositi e conti correnti bancari costituiti all’estero indipendentemente dalle modalità di alimentazione (ad esempio, accrediti di stipendi, di pensione o di compensi);
  • contratti di natura finanziaria stipulati con controparti non residenti, tra cui, finanziamenti, riporti, pronti contro termine e prestito titoli, nonché polizze di assicurazione sulla vita e di capitalizzazione stipulate con compagnie di assicurazione estere;
  • contratti derivati e altri rapporti finanziari stipulati al di fuori del territorio dello Stato;
  • metalli preziosi allo stato grezzo o monetato;
  • diritto all’acquisto o alla sottoscrizione di azioni estere o strumenti finanziari assimilati;
  • ogni altra attività da cui possono derivare redditi di capitale o redditi diversi di natura finanziaria di fonte estera.

IVAFE in dichiarazione dei redditi: compilazione quadro RW

I contribuenti che detengono attività finanziarie all’estero sono tenuti alla compilazione del quadro RW della dichiarazione dei redditi modello UNICO.

Attraverso la compilazione del quadro RW della dichiarazione dei redditi modello UNICO il contribuente italiano:

  • assolve agli obblighi di monitoraggio fiscale;
  • calcola l’IVAFE dovuta.

Per gli importi espressi in valuta estera il contribuente deve indicare il corrispettivo in euro facendo riferimento al “cambio indicato nel provvedimento del Direttore dell’Agenzia emanato ai fini dell’individuazione dei cambi medi mensili agli effetti delle norme contenute nei titoli I e II del Tuir”.

Se il contribuente è obbligato alla presentazione della dichiarazione dei redditi modello Unico Persone fisiche allora il quadro RW deve essere compilato contestualmente all’intero modello.

Nei casi di esonero dalla dichiarazione dei redditi o nel caso in cui il contribuente abbia utilizzato la dichiarazione dei redditi modello 730, il quadro RW deve essere presentato con le modalità e nei termini previsti per la dichiarazione dei redditi insieme al frontespizio del modello Unico Persone fisiche.

Calcolo IVAFE, aliquota e pagamento dell’imposta con modello F24

Come procedere al calcolo dell’IVAFE? L’imposta sulle attività finanziarie detenute all’estero si calcola applicando l’aliquota del 2 per mille al valore di mercato (il calcolo della base imponibile IVAFE varia a seconda dello strumento finanziario considerato).

Per il versamento, la liquidazione, l’accertamento, la riscossione, le sanzioni e i rimborsi nonché per il contenzioso, relativamente all’IVAFE - imposta sulle attività finanziarie detenute all’estero, si applicano le regole ordinarie IRPEF (Legge n. 228/2012).

La misura dell’acconto da versare a giugno è pari al 100% dell’ammontare indicato nel quadro RW della dichiarazione dei redditi modello UNICO, con riferimento all’anno precedente. Il versamento deve avvenire sia in acconto (entro il 16 giugno) che a saldo (entro il 30 novembre) applicando le ordinarie regole IRPEF.

I codici tributo IVAFE da utilizzare per il versamento tramite modello F24 sono:

  • 4047 - Ivafe acconto prima rata;
  • 4048 - Ivafe seconda rata o saldo in un’unica soluzione;

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