IIHS contro Tesla: “Non parli di autopilota”

L’istituto per la sicurezza stradale invita la compagnia di Musk a non confondere i conducenti: “Quello che offre Tesla non può definirsi un sistema con pilota automatico”

IIHS contro Tesla: “Non parli di autopilota”

Tesla sta confondendo i conducenti in fatto di sicurezza. L’allarme arriva dall’IIHS, l’Insurance Institute for Highway Safety, organizzazione non profit statunitense con sede in Virginia che si occupa di sicurezza stradale.

Si tratta secondo l’Istituto di un problema che parte in primis dalla terminologia, perché parlare di pilota automatico e guida autonoma porta inevitabilmente all’incomprensione di chi si trova al volante.

Va da sé - argomenta l’IIHS - che il 50% degli intervistati creda che l’autopilota Tesla implichi il venir meno del ruolo attivo del conducente, circostanza che si sta ripetendo nel settore visto che altre compagnie automobilistiche stanno portando aventi lo stesso atteggiamento:

“Diverse compagnie, tra cui Tesla, stanno producendo confusione nello scegliere i nomi che identificano la loro guida automatizzata; nomi che erroneamente suggeriscono si tratti di sistemi molto più capaci e funzionali di quanto non siano nella realtà”.

IIHS contro Tesla: non parli di pilota automatico

L’allarme dell’Istituto arriva a seguito di un sondaggio effettuato nelle passate settimane, in grado di porre luce sul fatto che la metà degli intervistati sia convinto che Tesla e altre compagnie automobilistiche garantiscano una guida a mani distanti dal volante quando si utilizza il pilota automatico.

Pilota automatico e guida autonoma sarebbero quindi definizioni inadatte rispetto a quello che è realmente il servizio garantito.

Secondo quanto diffuso dal team legale di IIHS le aziende devono fare attenzione nell’etichettare i loro sistemi, che garantiscono assistenza alla guida, non una vera sostituzione del conducente.

Anche se Tesla, all’interno del manuale dedicato all’utenza, dà le effettive spiegazioni sul sistema parlando di assistenza e non di una guida autonoma, l’IIHS fa notare che quel messaggio è poco efficace e “non ha raggiunto tutti” .

Già tre anni fa Consumer Reports aveva chiesto a Tesla di non utilizzare il termine “autopilot”, a seguito dell’incidente mortale in Florida, quando una Model 3 con autopilota si scontrò con un rimorchio e il conducente morì sul colpo, con la vettura che finì letteralmente scoperchiata.

Non è solo Tesla ad essere finita nel mirino dell’Istituto e all’attenzione del suo sondaggio; altri marchi automobilistici con i loro rispettivi servizi di assistenza alla guida sono stati oggetto delle ammonizioni dell’ente, tra questi Nissan ProPilot Assist, Driving Assistant Plus di BMW, Super Cruise di Cadillac e Traffic Jam Assist di Audi.

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