Huawei: indicazioni positive da conti 2019, tre le sfide nel 2020

Dopo un 2019 in chiaroscuro, il 2020 è atteso come un anno particolarmente impegnativo per il gigante hi-tech statunitense.

Huawei: indicazioni positive da conti 2019, tre le sfide nel 2020

Nonostante la società sia stata inserita nella blacklist delle autorità statunitensi, i conti 2019 della cinese Huawei hanno fatto registrare indicazioni positive.

Il fatturato del colosso hi-tech cinese nell’anno che si sta chiudendo si è attestato a circa 122 miliardi di dollari, +18% rispetto a un anno prima.

Ma, alla luce delle diverse, e particolarmente impegnative, sfide che attendono Huawei nel 2020, la società ha messo le mani avanti, dichiarando che “la sopravvivenza rappresenta la nostra priorità”.

Vediamo insieme quali saranno le maggiori sfide che Huawei si troverà ad affrontare nel 2020.

Huawei: quali Paesi seguiranno gli Usa?

Prima di tutto c’è la questione della blacklist emessa dalle autorità statunitensi sulla base dell’accusa di rappresentare una minaccia per la sicurezza nazionale.

Nonostante le vendite dei dispositivi legati al 5G siano continuate ad aumentare anche nel 2019, e la crescita a due cifre del fatturato è lì a testimoniarlo, nel 2020 altri Paesi potrebbero decidere di schierarsi al fianco della prima economia.

In particolare, dopo Stati Uniti, Giappone e Australia anche la Germania e il Regno Unito potrebbero cedere alle pressioni di Trump bloccando il 5G targato Huawei.

Huawei: mercato cellulari a rischio

L’appartenenza alla blacklist statunitense ha di fatto proibito alle aziende statunitensi che non posseggono una speciale licenza di fare affari con Huawei. Il problema è rappresentato dal fatto che l’apporto della tecnologia statunitense è particolarmente importante nel caso della produzione di smartphone.

Il caso più emblematico è rappresentato da Android, il sistema operativo per dispositivi mobili sviluppato da Google. L’ultimo modello di Mate 30 è stato equipaggiato con una versione di Android priva di licenza e quindi senza le applicazioni Google pre-installate.

Se questo non rappresenta un fattore particolarmente importante in Cina, dove le app di Google sono comunque bloccate, è decisivo nel resto del mondo. Non a caso, a fronte di un mercato domestico in continua crescita, le vendite di smartphone nel resto del mondo sono scese nel secondo trimestre e non hanno fatto segnare variazioni nel terzo.

Per ovviare, Huawei ha messo a punto un proprio sistema operativo chiamato HarmonyOS, che però non è stato ancora implementato negli smartphone Huawei.

Huawei: CFO in attesa di estradizione

Da ultimo c’è la questione relativa il CFO di Huawei, Meng Wanzhou, tratta in arresto a dicembre in Canada.

Le autorità statunitensi hanno più volte richiesto l’estradizione di Meng, che è anche la figlia del fondatore di Huawei Ren Zhengfei, accusata di violazione delle sanzioni all’Iran.

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