Grazie a una Class Action promossa e organizzata da Altroconsumo, ossia la più grande organizzazione indipendente di consumatori in Italia, la casa automobilistica Volkswagen dovrà risarcire diversi clienti tedeschi, spagnoli, americani e italiani, per un totale che supera i 200 milioni di euro.

Lo scandalo che vede coinvolta la Volkswagen è quello del Dieselgate e andava avanti da parecchi anni. Comunque, la sentenza in merito alla Class Action portata avanti dal 2017 fino a oggi da più organizzazioni riunite nel network Euroconsumers, è finalmente arrivata.

Insieme a organizzazioni estere come la Test-Achats del Belgio, la OCU spagnola e la DECO del Portogallo, Altroconsumo ha ottenuto un risarcimento fino a 3.000 euro per chi possiede una Volkswagen: vediamo chi potrebbe ottenere il risarcimento e come.

Lo scandalo del Diselgate

La Volkswagen è stata dichiarata responsabile di una pratica commerciale scorretta. La multinazionale ha infatti installato sui motori EA189 un software non a norma di legge con lo scopo di eliminare o ridurre le emissioni di Ossido di Azoto (NOx) durante la fase di omologazione dei veicoli.

Proprio per questo, la casa automobilistica dovrà procedere al risarcimento di 63.037 clienti per danni patrimoniali e non patrimoniali con 3.300 euro per ogni consumatore. Oltre al rimborso dei singoli consumatori, Volkswagen dovrà rimborsare anche tutte le spese legali e tutti i diritti di pubblicità.

La Volkswagen, con lo scopo di superare i test di omologazione, avrebbe quindi manipolato i motori di determinate vetture e dichiarato, in questo modo, dei dati di emissione NOx molto diversi da quelli reali e, quindi, falsati.

Chi potrebbe ottenere il risarcimento?

Ad avere diritto al risarcimento sono tutti quei clienti che hanno acquistato una Volkswagen nel periodo compreso tra agosto del 2009 e settembre del 2015.

Non tutti i modelli, però, rientrano all’interno dello scandalo Dieselgate e, in tal senso, Altroconsumo sta valutando iniziative per mettere dei legali a sostegno di coloro che hanno diritto al risarcimento (anche per quanto riguarda altre marche di auto coinvolte nello stesso scandalo).

I portavoce del marchio Volkswagen hanno dichiarato, comunque, che la casa automobilistica troverà il modo di avvisare tutti i clienti italiani coinvolti e registrati come acquirenti dei modelli auto coinvolti e nel periodo di tempo indicato.

Chi ha acquistato una Volkswagen usata ha diritto al risarcimento?

La risposta è affermativa: , anche per chi ha acquistato un modello di Volkswagen usata o ha rivenduto l’auto nel periodo compreso tra agosto del 2009 e settembre del 2015, potrebbe avere diritto al risarcimento.

Infatti, le auto incriminate sono proprio alcuni modelli che sono entrati in commercio in quegli anni e anche per chi ha deciso di avere una macchina usata anziché nuova, il problema dell’imbroglio sulla quantità di emissioni permane.

Quali sono modelli di auto e di che anno

Le auto del marchio Volkswagen incriminate nello scandalo del Dieselgate sono quelle che sono equipaggiate col motore 2.0 TDI EA 189. Si tratta di modelli ancora omologati Euro 5.

Nello specifico, tra i modelli incriminati per quanto riguarda il marchio tedesco della Volkswagen troviamo il Maggiolino, la Golf VI (2008-2012), la Passat VII (2010-2014), la Sheran, la Touran, la Tiguan (2007-2015).

Essendo i modelli coinvolti Euro 5, non ci si deve preoccupare se si è già in possesso di una Euro 6 e anche se si possiede un modello antecedente all’entrata in vigore dell’obbligo all’Euro 5.

Come controllare?

Per riuscire a capire se il proprio motore è quello coinvolto nello scandalo del Dieselgate, bisogna guardare i dati scritti sul libretto di circolazione della propria auto e anche il numero di telaio.

Se il motore dell’auto è un 2.0 TDI e l’auto presenta una data d’immatricolazione che va da agosto del 2009 e settembre del 2015, è probabile che si possa avere diritto al rimborso.