Guida autonoma, Lyft ha un consiglio per i driver di domani: “fate i meccanici”

Dalla conferenza Smart Cities a New York, il CEO di Lyft Jon McNeill ha parlato dell’evoluzione degli autisti nella prospettiva della guida autonoma.

Guida autonoma, Lyft ha un consiglio per i driver di domani: “fate i meccanici”

La guida autonoma è sempre più vicina, e cosa ne sarà per gli autisti dei servizi di ride hailing? Jon McNeill, CEO di Lyft, da New York, dove ha parlato sul palco della conferenza Smart Cities, ha proposto un’interessante metafora per i driver che rendono possibile il servizio della sua compagnia paragonandoli agli operatori che in passato lavoravano nei centralini telefonici e dovevano collegare manualmente le reti per fare chiamate a lunga distanza.

L’enorme rivoluzione delle auto robot è simile a quella avvenuta con i software che hanno connesso il mondo facendo sparire il ruolo degli operatori o quantomeno cambiando il loro lavoro e riducendo il numero delle risorse. Per fare però un numero verde con prefisso 800 c’è stato comunque il bisogno di milioni di operatori presso i call center.

Secondo McNeill è questa la direzione per tutti i driver di ride hailing: la guida autonoma cancellerà parzialmente il loro lavoro, ma richiederà molte figure in impieghi affini, come quello del meccanico. L’amministratore delegato di Lyft ha sottolineato:

Con l’arrivo della guida autonoma, le auto saranno utilizzate 20 volte di più di oggi, e si usureranno 20 volte più velocemente, il che significa che ci sarà più lavoro per i meccanici. Inoltre il lavoro di meccanico è pagato anche un po’ di più di quello da autista.

Guida autonoma, Lyft suggerisce ai driver: diventate meccanici

Proprio il fattore del pagamento è tra quelli che più fanno infuriare gli autisti di Lyft e del rivale Uber, che risultando lavoratori autonomi hanno visto ridursi i propri compensi. Un problema che le compagnie di ride hailing dovranno risolvere a breve, visto che per l’avvento della completa guida autonoma serve ancora qualche anno, se non addirittura qualche decade.

La provocazione di McNeill è da leggere per il futuro. Il servizio di Lyft con auto a guida autonoma a Las Vegas ha percorso più di 40mila corse ma tutte con autisti di supporto seduti al posto di guida. Lo stesso vale per Waymo, il servizio taxi autonomo nato da Google, che nonostante le lunghe fasi di test è ancora provvisto di driver in carne e ossa che guidano loro stessi o che monitorano che il software di guida non faccia errori.

In questi anni di transizione, Lyft integrerà anche i taxi autonomi forniti dalla partnership con Waymo, mantenendo gli autisti come ha sempre fatto.

Per ora autisti insostituibili

Nonostante la provocazione, più volte McNeill ha ribadito la centralità dei driver nella propria compagnia. Lyft, come Uber, si basa sui proprietari di automobile che condividono il proprio mezzo scarrozzando gli utenti che hanno bisogno di una corsa per spostarsi in città. Una tipologia di servizio analoga al taxi ma esercitata dai proprietari, che qui in Italia è stata bloccata per la concorrenza ai taxi e agli NCC.

Il lavoro degli autisti è quindi al sicuro, perché la guida autonoma non sarà disponibile su vasta scala per ancora tanti anni. Lo stesso McNeill ha ribadito già in passato che il futuro di Lyft poggia saldamente sugli autisti, e che nonostante il primo timido affacciarsi della tecnologia autonoma, le ricerche indicano come nei prossimi cinque anni ci sarà ancora più bisogno di driver, un bisogno che nei prossimi dieci anni continuerà a crescere.

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