Green pass per bar e ristoranti: quando è obbligatorio e quando no

Martino Grassi

22 Luglio 2021 - 13:47

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Anche in Italia il governo ha intenzione di estendere il green pass rendendolo necessario per accedere a bar e ristoranti. Ecco quando potrebbe essere obbligatorio e quando no.

Green pass per bar e ristoranti: quando è obbligatorio e quando no

Il green pass è destinato a diventare un documento indispensabile anche per accedere a bar e ristoranti al chiuso. Dalle Regioni è arrivato il disco verde che prevede l’obbligo per i luoghi considerati maggiormente a rischio e da domani potrebbe arrivare l’ok anche dal governo.

In sostanza il green pass potrebbe diventare la chiave per andare a cena fuori, ma anche per salire su treni a lunga percorrenza o andare in palestra. Tuttavia per quanto riguarda bar e ristoranti questo documento potrebbe non essere sempre indispensabile. Vediamo dunque quando è obbligatorio e quando no.

Green pass per bar e ristoranti: quando è obbligatorio e quando no

Ancora nulla è stato deciso, e per sapere quali saranno le volontà del governo si dovrà attendere il Consiglio dei Ministri di stasera o al più di domani, ma sul tavolo di Palazzo Chigi sono già presenti una serie di proposte per rendere obbligatorio il green pass, sulla base del modello francese, anche per accedere a bar e ristoranti.

Ancora restano molti nodi da sciogliere, ma dalle prime indiscrezioni trapelate pere che il governo abbia intenzione, almeno in un primo momento, di adottare delle misure più soft, in modo da permettere ai cittadini di adeguarsi ai nuovi criteri. Tuttavia a partire dal prossimo lunedì, la data in cui dovrebbe entrare in vigore il nuovo Decreto, il green pass potrebbe essere obbligatorio per accedere anche a bar e ristoranti al chiuso. Almeno fino a settembre dovrebbe essere sufficiente il certificato ottenuto a distanza di 14 giorni dalla prima dose dell’antidoto, dopodiché sarà necessario aver completato il ciclo vaccinale.

Il governo pare che stia valutando anche delle possibili deroghe per non andare a colpire in modo eccessivo la categoria dei ristoratori, una delle più colpite dall’inizio della pandemia. In questo senso dunque il green pass non dovrebbe essere obbligatorio per consumare all’aperto o per prendere un caffè al bancone, così come per recarsi alla cassa e pagare il conto. In un primo momento era circolata l’ipotesi di rendere il green pass obbligatorio solamente in zona gialla, non rendendolo necessario nelle zone bianca, ma adesso questa soluzione sembra sfumare sempre più.

I dubbi della Fipe

La soluzione ipotizzata dal governo non ha convinto la Fipe che da subito ha sollevato diversi dubbi nei confronti del green pass per accedere a bar e ristoranti. In particolare Aldo Cursano, vice presidente vicario di Fipe-Confcommercio ha parlato di “discriminazione inaccettabile”, dato che i ristornati sono una delle attività più duramente colpite dalla pandemia. Dello stesso parere anche Roberto Calugi, Direttore generale di Fipe-Confcommercio:

“La campagna vaccinale va sostenuta, incoraggiata e, possibilmente, velocizzata. Questa è la nostra migliore arma per un ritorno alla stabilità delle nostre vite. Quello che tuttavia non è accettabile è che, per raggiungere l’immunità di gregge, si finisca per penalizzare sempre le solite categorie. Se proprio si vuole percorre questa strada, che il vincolo del vaccino valga per ogni tipo di attività, dal teatro, alla palestra, al supermercato, a ogni altro luogo. Altrimenti è discriminatorio. Se, invece, l’obiettivo è sensibilizzare i giovani sull’importanza delle vaccinazioni, facciamolo insieme.“

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