La settimana scorsa, la Grecia è riuscita a convincere la Finlandia a saltare sul carro e a contribuire al suo secondo pacchetto di salvataggio. E’ stato effettuato un accordo bilaterale a condizione che la Grecia metta a disposizione 500 milioni di euro come deposito cauzionale. In caso di insolvenza da parte della Grecia, la Finlandia tratterrà la somma. In caso contrario, avrà resa la sua cauzione.
Sebbene alla fine del mese scorso i leader europei abbiano deciso di salvare il paese, inghiottito dai debiti, nulla di quanto detto è stato realmente scolpito nella pietra. Così com’è, il salvataggio da 160 miliardi di euro è ancora in attesa di approvazione da parte di tutti i 17 membri della zona euro.
Appena appresa la notizia, Paesi Bassi, Austria, Slovacchia, Slovenia ed Estonia si sono sollevati e ne è scaturita una bagarre. Dal momento che sono tutti sulla stessa barca, in rotta verso la Grecia, chiedono di ricevere lo stesso trattamento di cui ha beneficiato la Finlandia. Dopo tutto, chi non vorrebbe una certa sicurezza quando aiuta una nazione in debito?
Tuttavia, Atene non ha abbastanza denaro per pagare tutti coloro che hanno esigenze di ottenere garanzie. Potrebbe essere altresì dannoso per i suo più grandi finanziatori (Germania e Francia in testa) che non chiedono depositi cauzionali, in quanto sarebbero esposti essi stessi a denaro contante.
Inoltre, questo creerebbe un precedente per futuri salvataggi, rendendo più difficile per le nazioni indebitate essere salvate su tutta la linea. Potrebbe non essere così facile convincere i Paesi della zona euro a compiere ancora un passo se Irlanda e Portogallo chiedessero ulteriori fondi.
Cosa succederà adesso?
La Germania, rappresentando la maggior potenza economica e politica del blocco, potrebbe costringere i leader degli altri paesi a rinunciare a qualsiasi richiesta di garanzia. Più facile dirsi che a farsi. Per la Germania, fare la parte del tiranno potrebbe non essere un problema. Convincere ognuno dei cinque Paesi opponenti sarebbe relativamente semplice ma se i cinque paesi di cui sopra formassero un’alleanza, sarebbe difficili riuscire a sgomitarli, soprattutto se si considera che i loro contributi costituiscono il 12,63% dell’ EFSF.
Se i dissidenti minacciassero di recedere dal salvataggio della Grecia, la Germania dovrebbe probabilmente fornire denaro extra per garanzie o rischiare un default greco.
Ora che le preoccupazioni per il debito sono tornate a serpeggiare, come reagiranno i mercati? E in particolare, cosa accadrà a EUR / USD?
Guardando il grafico giornaliero di EUR / USD, sembra che la coppia stia lottando per fare nuovi massimi e stia trovando resistenza in una linea di tendenza al ribasso, e un supporto a 1,4500.
Con le preoccupazioni circa quando (o se) la Grecia potrà ottenere il secondo salvataggio, ci potrebbe essere il potenziale per un movimento verso il basso su EUR / USD.
Naturalmente, i mercati sono volatili e non sempre reagiscono razionalmente. Se gli investitori ritengono che questo è solo un urto a velocità minore, allora potremmo anche aspettarci di vedere EUR / USD schizzare fino a 1,4900.
Tradotto da Nadia Fusar Poli per forexinfo.it
Fonte: babypips.com