Grecia: l’accordo con l’Eurogruppo sembra più vicino. Varoufakis pensa a una tassa sui contanti e a un prelievo forzoso sui depositi bancari. Ecco le ultime novità
Il 5 giugno è sempre più vicino, ma oggi è tornata la fiducia sul raggiungimento di un possibile accordo tra la Grecia e l’Eurogruppo che consentirà ad Atene di ripagare al Fmi la rata del debito in scadenza la prossima settimana.
Il Governo ellenico e i responsabili del Brussels Group hanno ripreso oggi i negoziati. La volontà di Tsipras è quella di raggiungere un intesa il prima possibile senza però abbandonare «le linee rosse» tracciate dall’Esecutivo.
Grecia: l’accordo entro la settimana
L’accordo è atteso per la fine della settimana in corso. Rispettare questo termine significherebbe consentire all’Eurogruppo di convocare una riunione d’emergenza per martedì prossimo e decidere cosa fare.
Positivo Jean Claude Juncker:
«La mia impressione, dopo aver parlato con alcuni colleghi, è che stia crescendo la sensazione che il default della Grecia che il default della Grecia si possa evitare. D’altra parte tutti quelli con cui ho parlato insistono sulla necessità di coinvolgere l’Fmi. Non ci sarà accordo senza l’Fmi».
Nello stesso frangente, Klaus Regling, presidente dell’ESM lancia l’allarme su un possibile default greco e sulle conseguenze (gravi) che esso avrebbe per tutti.
Anche il mancato rimborso di una sola rata all’Fmi spericoloso, per Regling:
«Questo avrebbe conseguenze anche per altri creditori, come noi»
In ogni caso, il Fondo di Salvataggio Europeo concederà nuovi prestiti ad Atene solo in presenza di riforme strutturali. Regling non ha escluso che si possano aprire trattative per un terzo pacchetto di aiuti, ricordando però che la Grecia ha già ricevuto dall’Esm 130,9 miliardi e che la prossima tappa è, comunque, l’accordo sul programma in corso.
Grecia: le proposte di Varoufakis
Mentre lo staff tecnico pensa ad un modo di raggiungere un accordo, Yanis Varoufakis, ministro delle Finanze ellenico, ieri ha rassicurato i creditori:
«Il prossimo 5 giugno la Grecia pagherà la rata del prestito Fmi perché per allora sarà stato raggiunto un accordo con i i creditori internazionali».
Ma dove intende trovare i soldi per pagare i 303 milioni di debito? Una delle opzioni attualmente al vaglio dell’Esecutivo greco riguarda una sorta di prelievo forzoso del 15% sui depositi bancari di cittadini greci non dichiarati all’estero, e il doppio per legalizzare quelli in Grecia.
Un’altra possibilità paventata dal ministro sarebbe quella di tassare i ritiri di contante via bancomat e sportello bancario per incoraggiare le transazioni elettroniche tracciabili e combattere l’evasione fiscale. Quest’ultima proposta però non viene appoggiata da Syriza.