Good Bank: è sfida tra Bper e Ubi. Rosso di 134 mln per le 4 banche

Antonio Atte

14 Settembre 2016 - 12:59

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Good bank: Ubi disposta a sborsare fino a 500 mln, domani l’offerta di Bper. Intanto i quattro istituti hanno chiuso il primo semestre con perdite per 133,9 mln.

Good Bank: è sfida tra Bper e Ubi. Rosso di 134 mln per le 4 banche

Per l’acquisto delle good bank si profila sempre di più una sfida a due tra Bper e Ubi. E la partita, come ha avuto modo di spiegare ieri il presidente dei quattro istituti, Roberto Nicastro, a margine della Euromoney Italy Conference di Milano, è destinata a concludersi in Zona Cesarini o a protrarsi fino ai tempi supplementari.

Stando ad alcuni rumors, oggi i vertici dell’istituto modenese si riuniranno per limare i dettagli della proposta che domani riceverà il via libera ufficiale da parte del consiglio di amministrazione, guidato da Alessandro Vandelli.

Il principale nodo da sciogliere - archiviato il problema degli esuberi - resta quello della gestione dei crediti deteriorati.

Good bank, non solo Bper: anche Ubi in pista

I nuovi flussi di Non performing loans - è questa una delle ipotesi allo studio dell’istituto modenese - potrebbero essere affidati alla Rev, la bad bank istituita a fine 2015 con l’obiettivo di sobbarcarsi le sofferenze di Banca Etruria, Banca Marche, CariChieti e CariFerrara.

L’altra opzione - suggerita ieri dal quotidiano romano Il Messaggero - potrebbe essere un sistema di garanzia pubblica messo in piedi dalla Cassa depositi e prestiti. Sempre Il Messaggero ha parlato di un forte interesse di Ubi per le quattro banche.

L’istituto guidato da Victor Massiah sarebbe disposto a sborsare una cifra vicina ai 500 milioni di euro per rilevare in blocco le good bank.

Ubi - che tra un mese convocherà l’assemblea dei soci per deliberare sulla fusione delle banche federate - non ha voluto però commentato la notizia.

Good bank: gli effetti dell’operazione su Ubi

E’ evidente che l’eventuale acquisto delle quattro good bank potrebbe sortire effetti notevoli sulla solidità patrimoniale di Ubi.

Secondo Equita Sim, un’operazione di questo tipo costringerebbe l’istituto guidato da Massiah a varare un aumento di capitale, dal momento che il suo CET1 ratio scenderebbe da 11,4% a 9,1%, dunque al di sotto della soglia minima di sicurezza imposta dalla Banca Centrale Europea.

Good bank: slitta ancora la data del closing?

Fallita la prima asta - le offerte dei fondi Apollo e Lone Star sono state giudicate insoddisfacenti - l’Autorità di risoluzione ha tentato la strada della vendita per spacchettamento, nella speranza di massimizzare gli introiti derivanti dalla cessione.

Proventi che serviranno a rimborsare il prestito da 1,6 miliardi ancora in essere con Unicredit, Intesa Sanpaolo e la stessa Ubi: la cifra restante sarà sborsata dal sistema bancario.

Il closing dell’operazione è stato fissato per il 30 settembre ma non è escluso un ulteriore rinvio. In merito alle ricadute dell’operazione sul fronte del lavoro, il segretario generale della Fabi Lando Sileoni ha affermato che:

“una soluzione italiana è l’unica che può garantire stabilità al settore. La priorità è la salvaguardia dei livelli occupazionali, perché eventuali disoccupati sarebbero cittadini italiani e non di altri paesi europei”.

Good bank: rosso di 134 mln per i quattro istituti

Intanto ieri le quattro good bank hanno diffuso i dati relativi al primo semestre del 2016, chiuso con perdite pari a 133,9 milioni, cifra “inferiore a quella inizialmente prevista” e alle perdite registrate nei 40 giorni di fine 2015, pari a 153 milioni di euro.

Al 30 giugno 2016, inoltre, si registrano “rettifiche di valore nette a 109,6 milioni di euro”. Un dato che i quattro istituti considerano “nettamente inferiore alle attese”.

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