Goldman Sachs: la Svezia non è modello di gestione dell’epidemia

Goldman Sachs spiega perché la Svezia non può essere un modello da seguire

Goldman Sachs: la Svezia non è modello di gestione dell'epidemia

Si è sentito molto parlare del caso della Svezia, Paese europeo che avrebbe superato l’epidemia di coronavirus senza lockdown. Persino l’Organizzazione Mondiale della Sanità, per bocca di un suo alto funzionario, ha detto che quello svedese dovrebbe essere un “modello per tutti”. Ma, come sottolineano gli analisti di Goldman Sachs sulla scia di studiosi americani, non è il caso di intraprendere immediatamente una nuova strada. Vediamo perché.

Coronavirus, la Svezia non è un modello da seguire

“È pericoloso presumere che, anche se la strategia funziona in Svezia, funzionerà anche altrove”, scrivevano qualche giorno fa in un editoriale sul New York Times gli studiosi Ian Bremmer, Cliff Kupchan e Scott Rosenstein.

I tre hanno ricordato che la vita in Svezia non procede come sempre, sebbene le limitazioni sono di certo più leggere rispetto a quelle degli Stati vicini: non sono consentiti assembramenti di oltre 50 persone, molti viaggi non sono permessi e alcune scuole sono chiuse. Certo, bar e ristoranti sono sempre stati aperti e girano un sacco di foto in rete che raffigurano giovani svedesi godersi il primo sole dell’anno. Ma questo non vuol dire che la strategia abbia già avuto successo.

In Svezia uno degli indici di mortalità più alti

Il dato più allarmante è il tasso di mortalità: il più alto della Scandinavia e il decimo al mondo. La Svezia ha registrato, al momento, un totale di 24.000 casi e 2.941 morti su una popolazione di 10 milioni di abitanti: significa 291 morti per milione di abitanti.

Per trovare un altro Paese scandinavo nella classifica - un Paese che sia simile alla Svezia per cultura, sistema sanitario, etc. - bisogna andare molto più in basso. La Danimarca, infatti, ha avuto in totale un sesto delle morti svedesi, con 87 morti per milione di abitanti. La Norvegia 40, la Finlandia 45.

Le morti svedesi per coronavirus sono così tanti che persino Anders Tegnell, l’epidemiologo-rockstar dietro al mancato lockdown, si è visto costretto ad ammettere che “è un numero spaventosamente alto”. Il tasso di mortalità non è lontano da quello italiano: anche in Svezia negli ultimi tre mesi si è consumata una strage di anziani.

Secondo gli ultimi dati diffusi dallo stesso Tegnell, d’altra parte, l’indice di contagio è sceso a 0,85, e dunque “la diffusione del coronavirus sarà gradualmente abbattuta”. Contemporaneamente il 25% della popolazione di Stoccolma (attenzione: non di tutta la Svezia) avrebbe adesso sviluppato anticorpi. Il 25% è una percentuale lontana dall’immunità di gregge, e non è ancora chiaro quanto siano permanenti gli anticorpi nell’organismo.

Goldman Sachs: esperienza svedese non da replicare

Goldman Sachs ricorda che, in ogni caso, la Svezia non può essere un modello, perché quello che funziona in Svezia (ammesso che abbia funzionato) non è detto che funzioni altrove.

“La densità della popolazione è circa la metà di quella dell’Italia, e la Svezia ha un’alta proporzione di case abitate da singole persone, e una relativamente bassa proporzione di case multigenerazionali. L’esperienza svedese non può quindi essere estrapolata per supportare immediate riaperture altrove”.

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Svezia Coronavirus

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