Concerti e vinili salvano l’industria: perché gli italiani, soprattutto i giovanissimi, pagano sempre di più nonostante lo streaming?
Per la musica gli italiani spendono in media 57 euro al mese.
Non è una cifra da poco, considerando la facilità con cui è possibile accedere ai contenuti in streaming, anche gratuitamente. Tra concerti, dischi in vinile e merchandising, i prodotti acquistabili per alimentare la passione e dimostrare vicinanza ai propri artisti preferiti sono tantissimi. In particolare, sono proprio quelli fisici e legati all’esperienza dal vivo a suscitare più entusiasmo. E a trainare i numeri. Nel caso dei fan incalliti, una piccola ma significativa quota di consumatori italiani di musica, la spesa mensile è ancora più alta: il 142% in più rispetto alla media generale.
I dati arrivano dall’ultimo report della Fimi (la Federazione industria musicale italiana) e testimoniano come, nonostante la forza del digitale, «i consumatori di musica hanno riscoperto il fascino del prodotto fisico, come se di fronte alla totale smaterializzazione si affiancasse anche la necessità di disporre di un oggetto che possa testimoniare la vicinanza all’artista». Il protagonista assoluto di questa rinascita, ormai da qualche anno, è il vinile, «inizialmente percepito come un fenomeno legato solo agli adulti nostalgici, è diventato in realtà parte centrale della cultura giovanile di questi anni». [...]
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