Gli Stati Uniti, l’Italia, la Germania e il ceto medio che non esiste più

Vittoria Patanè

24 Aprile 2014 - 17:32

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Il ceto medio sta scomparendo in Italia, USA e Germania, mentre cresce nei Paesi emergenti. Ecco la cronaca di un’estinzione forzata

Abbiamo più volte sentito dire che il ceto medio italiano non esiste più, strozzato da una crisi che sembra infinita e da una tassazione che non lascia scampo. Ma a quanto pare, la middle class sta diventando una “specie in via d’estinzione” anche al di là dell’oceano.

La middle class americana
Neanche negli Stati Uniti la situazione sembra essere delle migliori. Il sogno americano è definitivamente tramontato e il dislivello sociale aumenta ogni giorno di più.

A soffermarsi sull’argomento è arrivato ultimamente anche il New York Times che ha ammesso come questa fascia di popolazione che fino a pochi anni fa era la più ricca del mondo, oggi è stata superata anche dai pari livello canadesi.

Il quotidiano più famoso del mondo ha basato la sua analisi sui dati del centro studi lussemburghese LIS. Ecco quanto si legge sulle pagine del NYT:

«il livello medio di reddito pro capite di 18.700 dollari (e che si traduce in circa 75.000 dollari per una famiglia di quattro persone) è in crescita del 20 per cento rispetto al 1980, ma è praticamente invariato rispetto all’anno 2000».

Fin qui sembrerebbe non esserci niente di strano. Il problema però risiede nel fatto che nello stesso arco di tempo invece, la ricchezza media è aumentata In Canada e in Gran Bretagna di quasi il 20%, mentre in Olanda è salita del 14%. Un duro colpo per la prima superpotenza mondiale che proprio sulla middle class ha basato negli anni la propria crescita.

Tornando in America, il New York Times spiega i motivi per i quali sarebbe in corso l’erosione del ceto medio:

«In primo luogo, il livello di istruzione negli Stati Uniti è aumentato molto più lentamente che in gran parte del mondo industrializzato negli ultimi tre decenni, rendendo più difficile per l’economia americana mantenere la sua quota di addetti altamente qualificati con un lavoro ben pagato. In secondo luogo poi, le aziende distribuiscono una quota minore dei loro introiti».

I risultato? I ricchi manager ricevono premi su premi, mentre i dipendenti arrancano a causa di contratti di lavoro penalizzanti e sindacati deboli.

Il ceto medio in Germania
Non solo in Italia dunque, ma anche negli Stati Uniti la crisi ha colpito innanzi tutto il ceto medio, annientato dal caro vita, dal credit crunch e dai tagli al Welfare apportati dai vari Governi.

Al trend si unisce anche la Germania che, per evitare l’estinzione di coloro che una volta mandavano avanti la società, ha introdotto il salario minimo. Uno studio condotto dalla “Bertelsmann-Stiftung” dimostra infatti che la popolazione appartenente al ceto medio (reddito 1.600 euro) è sceso nell’ultimo quinquennio a 5,5 milioni di unità su un numero totale di 81,89 milioni di abitanti.

E in Italia?
Secondo il sociologo Giuseppe De Rita attualmente in Italia sarebbe in corso un processo di livellamento della società, il problema è che questo livellamento sarebbe verso il basso. Ciò che si sta verificando è:

l’innalzamento di coloro i quali erano alla base della piramide e lo scivolamento di una parte della vecchia elite».

La piccola borghesia che per decenni è stata il simbolo del nostro paese, le piccole imprese e i lavoratori autonomi che sono sempre stati considerati la vera risorsa per l’Italia stanno affrontando un vero e proprio declino. A confermarlo sono arrivati i dati della Fondazione Unipolis e dell’Osservatorio di Pavia che hanno dimostrato che il 52% della popolazione italiana si colloca nella fascia “bassa e medio-bassa”, mentre fino a 8 anni fa il livello era più alto.

Lo stesso è successo negli altri Pigs. Grecia, Portogallo e Spagna registrano infatti la stessa tendenza, mentre nei paesi caratterizzati da ristrutturazioni fiscali antideficit (Svezia, Norvegia, Finlandia o Olanda) il livello si è mantenuto pressoché stabile.

I paesi emergenti
La situazione appare molto diversa nei cosiddetti paesi emergenti in cui il ceto medio prende piede grazie alla creazione di nuovi mercati e allo sviluppo dell’imprenditoria. Un esempio su tutti è la Cina, Paese in cui il 25% della popolazione rientra nella cosiddetta middle class.
Lo stesso vale per l’Africa in cui, secondo i dati dell’African Development Bank, il ceto medio includerebbe il 33% della popolazione totale.

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