Conte risponde a von der Leyen: grazie per le belle parole, ma bisogna fare di più

La risposta di Giuseppe Conte a Ursula von der Leyen dopo la lettera del presidente della Commissione UE all’Italia

Conte risponde a von der Leyen: grazie per le belle parole, ma bisogna fare di più

Giuseppe Conte ha risposto a Ursula von der Leyen.

Il tutto dopo la lettera di scuse inviata ieri dal presidente della Commissione UE all’Italia e pubblicata su La Repubblica.

E proprio sulle pagine dello stesso giornale è arrivata la risposta di Giuseppe Conte, che ha apprezzato le parole della von der Leyen e gli sforzi dell’UE ma ha ricordato che per combattere la guerra contro il coronavirus bisognerà fare molto di più e lottare come una squadra.

La risposta di Giuseppe Conte a Ursula von der Leyen

A rendere nota la sua risposta al presidente della Commissione UE è stato lo stesso Giuseppe Conte, il quale ha ringraziato la von der Leyen delle belle parole spese ieri, soprattutto nei confronti del personale sanitario, delle aziende che si sono attivate per aiutare, e degli stessi italiani.

Per il premier, la lettera di ieri ha provato finalmente che la determinazione del Belpaese ha scosso le coscienze dell’UE:

“travalicando i confini nazionali e ponendo la riflessione oggi più urgente: cosa è disposta a fare l’Europa non per l’Italia, ma per se stessa.”

L’emergenza coronavirus, infatti, ha imposto all’Unione europea di affrontare una sfida inaspettata che ha messo a rischio la sua stessa tenuta. Le discussioni sulla mancanza di solidarietà all’interno del blocco non sono mancate, soprattutto in seguito all’Eurogruppo di fine marzo, quando Germania e Stati del Nord si sono opposti alle proposte italiane sul fronte eurobond.

Nella risposta alla von der Leyen Conte ha ricordato come l’emergenza attuale stia richiedendo azioni straordinarie da intraprendere non singolarmente, ma come una vera e propria unione sia dal punto di vista politico che sociale, e non soltanto economico.

Da qui la necessità di agire con solidarietà, quella stessa solidarietà europea che:

“come hai tu stessa ricordato, nei primi giorni di questa crisi non si è avvertita e ora non c’è altro tempo da perdere.”

Ok dunque al progetto SURE, un piano di aiuti con cui l’UE tenterà di dare sostegno all’occupazione dei Paesi più colpiti (Italia in primis). La novità, ha continuato Conte, permetterà di emettere bond europei fino a 100 miliardi e a fronte di garanzie statali di circa 25 miliardi. Ma non sarà abbastanza.

Le risorse necessarie per sostenere i nostri sistemi sanitari, per garantire liquidità in tempi brevi a centinaia di migliaia di piccole e medie imprese, per mettere in sicurezza occupazione e redditi dei lavoratori autonomi, sono molte di più. E questo non vale certo solo per l’Italia.”

Il progetto di Conte

Nella sua risposta alla von der Leyen Giuseppe Conte ha ricordato di aver lanciato una proposta di European Recovery and Investment Plan che richiederà tuttavia uno sforzo finanziario condiviso.

Da qui la necessità degli eurobond che come già chiarito in una recente intervista non serviranno a condividere il debito.

La stoccata contro il MES

Come era ovvio che fosse, nella lettera del premier non è mancato il riferimento al tanto discusso fondo salva-Stati.

“Si continua a insistere nel ricorso a strumenti come il MES che appaiono totalmente inadeguati rispetto agli scopi da perseguire, considerato che siamo di fronte a uno shock epocale a carattere simmetrico, che non dipende dai comportamenti dei singoli Stati.”

Nella risposta di Giuseppe Conte a Ursula von der Leyen, è emerso chiaro e tondo il messaggio dell’Italia all’UE: per affrontare la sfida epocale del coronavirus bisognerà lottare uniti o l’intera Unione rischierà di sgretolarsi.

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