Salgono le borse asiatiche. Cosco Pacific Ltd. è salito del 3,8 per cento mentre Sony Corp. ha guadagnato l’1,9%. Hyundai Heavy Industries Co., il più grande costruttore navale del mondo, è salito dell’11 per cento a Seul dopo aver vinto un ordine per due navi cisterna di gas naturale liquefatto.
L’ MSCI Asia Pacific Index ha guadagnato l’1,4 per cento portandosi a 136,11 (alle 7:24 di Tokyo). L’indice Nikkei chiude in rialzo dell’1,99% a 9.693,73 punti grazie ad acquisti sui futures incoraggiati da previsioni per una forte crescita della produzione industriale nei prossimi mesi. La stima per l’output di maggio è passata all’8% dal precedente 2,7%. In crescita anche gli ordini di nuove costruzioni, che ad aprile sono saliti dello 0,3%. Il Topix sale dell’1,8% a 838,48.
In territorio positivo Canon a +2,1% a 3.905 yen, Olympus a +2,2% a 2.511 yen, Honda Motor a +2,0% a 3.090 yen, Softbank a +3,6% a 3.145 yen, Fast Retailing a +2,5% a 11.840 yen, Sojitz a +4,9% a 151 yen, Sumitomo Corp. a +2,6% a 1.082 yen e Toyota Tsusho a +3,9% a 1.329 yen .
Male invece Tokyo Electric Power che cede il 2,8% a 317 yen
Il mercato è sostenuto anche da uno yen debole. La moneta giapponese perde contro l’euro dopo che Moody’s ha messo il debito del Giappone sotto osservazione per un possibile downgrade. La causa delle preoccupazioni è legata a una risposta politica debole di fronte a una crescita economica incerta.
«La revisione è stato spinta dalla preoccupazione che le vacillanti prospettive di crescita economica e una risposta politica debole potrebbero renderebbe più difficile la capacità del governo di raggiungere un obiettivo credibile di riduzione del disavanzo», ha detto Moody’s in un comunicato. Senza una precisa strategia, il debito crescerà inesorabilmente rispetto ad un livello che è già molto superiore a quello delle altre economie avanzate.
Il Fitch Ratings, la scorsa settimana, aveva rivisto al ribasso l’outlook sul debito sovrano del Giappone, abbassandolo a «negativo» da «stabile». La mossa faceva seguito a quella di Standard & Poor’s, che lo scorso aprile aveva comunicato un’analoga revisione al ribasso dell’outlook nipponico. Il grado attuale di Moody’s è un gradino più alto dello S & P e di Fitch.
«La minaccia di un downgrade sta indebolendo lo yen», ha dichiarato Sebastien Galy, stratega di valuta alla Societe Generale SA di Londra. «Più in generale, con la minaccia del rallentamento globale in atto ora e i rischi periferici più bassi, le valute di finanziamento sono sotto pressione, e lo yen lo è più del dollaro.»