Nel mese di agosto il disavanzo commerciale del Giappone ha toccato livelli record a 960,3 miliardi di yen, un livello mai visto dall’inizio delle rilevazioni statistiche iniziate nel 1979. Si tratta anche del sesto maggiore deficit mensile in assoluto. Intanto ad agosto è stata la prima volta che il paese del Sol Levante ha sperimentato un costante deficit per ben 14 mesi. Non accadeva dal periodo che va dall’estate del 1979 a quella del 1980, ovvero quando Tokyo accusò un profondo shock petrolifero a causa della rivoluzione iraniana.
Come da attese è ancora boom per le esportazioni giapponesi, salite del 14,7% grazie alla debolezza dello yen sui mercati valutari. La percentuale di crescita dell’export nipponico è la maggiore dal 2010, superiore anche al 12,2% di luglio. Tra l’altro è anche il sesto mese consecutivo di incrementi. Salgono molto, però, le importazioni, che segnano un +16% a causa della forte domanda di materie prime energetiche. Intanto sul forex lo yen si sta deprezzando con decisione, complice soprattutto il clima di forte appetito per il rischio (risk on) generato dalla decisione della FED di rinviare il tapering.
Il tasso di cambio euro-yen è volato sopra 134, toccando il massimo più alto da gennaio 2010 a 134,21. Superato anche il precedente massimo dell’anno di 133,80, toccato lo scorso 22 maggio. Dopo le pesanti perdite di ieri sta riprendendo quota il cambio dollaro-yen, che attualmente è in area 99. Ieri i prezzi erano scesi fino a 97,75 sui minimi da quasi tre settimane. Il cross sterlina-yen, invece, è salito a 159,55, sui top degli ultimi 4 anni.
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