Decine di migliaia di litri di carburante in vari distributori stradali d’Italia sono stati sequestrati in seguito ad una operazione di verifica svolta dall’Agenzia delle accise, dogane e monopoli - nota anche con l’acronimo Adm - su frode nel commercio di gasolio.

Gasolio “sporco” finito nelle automobili di molti italiani, quindi: ma quali sono i rischi per le automobili dopo questo scandalo scoperto dall’Adm?

Gasolio “sporco” sequestrato in Italia

La questione riguarda la frode in commercio con conseguente violazione del divieto di legge inerente alla commercializzazione di gasolio non conforme alle specifiche italiane europee. Si tratta di un reato grave e molti sono i consumatori in tutta Italia che hanno comprato questo carburante non conforme in maniera del tutto inconsapevole.

L’operazione di denuncia del carburante “sporco” è avvenuta grazie ad un pronto intervento dell’Adm e al campionamento avvenuto in collaborazione con l’Ufficio Controlli Accise, il quale ha all’inizio intrapreso una serie di controlli sui documenti elettronici di accompagnamento utilizzati dai depositi di carburante che riportavano quantità di benzina e gasolio non conformi a quelli ricevuti.

Da lì e dalle anomalie riscontrate in termini di numeri sui documenti elettronici di accompagnamento, è iniziato il dubbio e un prelievo dei campioni in diversi distributori d’Italia. In effetti, le analisi compiute nei vari laboratori chimici hanno poi portato alla luce - e quindi, confermato - la non conformità delle specifiche commerciali dei prodotti venduti.

Gasolio “sporco”: quali sono i rischi per le automobili?

Agenti di Polizia giudiziaria e tributaria hanno dunque proceduto, dopo la conferma dell’accaduto, con la verbalizzazione ed anche il sequestro di decine di migliaia di litri di gasolio. In tal senso, le autorità hanno deciso di apporre dei sigilli specifici su tutti i serbatoi di stoccaggio e sulle pompe di erogazione coinvolte nello scandalo del gasolio “sporco”.

Il direttore dell’Agenzia delle accise, dogane e monopoli ha dichiarato in conferenza stampa che tutti i controlli portati avanti, avvengono nella più completa tutela del consumatore e sono volti a garantire il rispetto delle regole in quello che è un complesso settore del commercio. Nonostante le dichiarazioni volte a rassicurare il consumatore, le conseguenze e i rischi per le automobili sono tuttavia incerti.

L’Agenzia delle accise, dogane e monopoli, infatti, non specifica, nelle varie dichiarazioni riportate, quali siano i rischi di utilizzare carburante “sporco” nelle automobili. Ciò che è certo è che già in passato c’erano stati scandali di benzina “allungata” e quindi, la prima conseguenza è che si sta pagando un prodotto non conforme a quanto dichiarato. Con la benzina “allungata”, l’idea è che se ne compra di più, ma si fanno meno chilometri.

Come tutelarsi per il gasolio “sporco”

Tutelarsi dal carburante “sporco” è quasi impossibile, nel momento in cui facendo benzina non si può essere in grado di valutare con mano o a vista la qualità del prodotto che stiamo per comprare.

Ad ogni modo, qualora si riscontri qualche attività sospetta o si abbiano dubbi su di un preciso punto di rifornimento del carburante, è bene provare ad attivarsi in funzione dell’avvento di un controllo ad hoc più specifico per tutelare il consumatore.

In merito allo scandalo del carburante “sporco” e delle pompe di benzina sequestrate e poste sotto sigillo, comunque, le attività ispettive e di verifica sono tutt’ora in attivo e anche durante il corso delle prossime settimane si continuerà a far luce sulla vicenda in modo da capire come è stato possibile che un così grande quantitativo di carburante sia stato non solo compromesso, ma anche venduto.