Franco svizzero - Per BNS ricorso all’arma nucleare: l’acquisto di Euro

Nadia Fusar Poli

02/09/2011

Franco svizzero - Per BNS ricorso all’arma nucleare: l’acquisto di Euro

BNS - Per la Banca nazionale svizzera, potrebbe essere giunto il momento di ricorrere alla sua «arma nucleare», ovvero l’acquisto di euro. Il franco svizzero infatti si sta dirigendo verso il suo maggior rialzo settimanale, mai registrato prima, contro la moneta unica europea.

Mentre la Banca nazionale svizzera ha finora evitato acquisti di valuta nel suo ultimo tentativo di porre un freno alla fuga del franco, potrebbe presto non avere altra alternativa.«I livelli attuali del franco svizzero danneggiano realmente l’economia», ha detto Tu-Na Park, stratega alla Commerzbank AG di Francoforte.

La BNS, guidata da Philipp Hildebrand, è sotto la pressione dei dirigenti, tra cui l’amministratore delegato di Swatch Group AG (UHR), Nick Hayek, e dei legislatori, come il vice presidente del partito popolare svizzero Christoph Blocher, che chiedono il deprezzamento del franco, per evitare che le aziende si trovino costrette a tagliare posti di lavoro e a trasferire siti di produzione all’estero. L’aumento del 16 per cento nei confronti dell’euro dall’anno scorso, sta danneggiando le esportazioni e aumentando il rischio di una recessione economica.
Mentre il franco si è indebolito contro la moneta unica dopo il 3 agosto, quando BNS ha tagliato i costi di indebitamento a zero e ha incrementato la liquidità sul mercato monetario per combattere l’apprezzamento della valuta, negli ultimi tre giorni ha invertito le perdite.

Il franco, considerato un rifugio in tempi di turbolenze globali, ha guadagnato il 6,4 per cento nei confronti dell’euro dopo il 30 agosto, puntando dritto al più grande guadagno settimanale dall’introduzione della moneta unica, nel 1999. E’ stato a 1,1133 alle 16:46 a Zurigo, in crescita dell’ 1,9 per cento giornaliero.
«La pressione sul franco persisterà fino a quando i problemi fiscali della zona euro continueranno a trascinarsi», ha detto Cornelia Luchsinger, economista presso Zuercher Kantonalbank a Zurigo.

La valuta della Svizzera è sopravvalutato del 39 per cento nei confronti dell’euro, sulla base del potere d’acquisto calcolato dall’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico.
«La BNS interverrà in tempi di bassi volumi di scambio per avere il maggiore impatto possibile», ha detto Ursina Kubli, economista di Bank Sarasin a Zurigo. «Questo potrebbe essere il 5 settembre, in quanto si tratta di una giornata di vacanza negli Stati Uniti» e i mercati sono chiusi.

La BNS con sede a Zurigo nel giugno 2010 abbandonò 15 mesi di sforzi di intervento dopo aver quadruplicato le sue partecipazioni valutarie. La politica ha portato ad una perdita record di 21 miliardi di dollari l’anno scorso, sollevando da più parti la richiesta di dimissioni di Hildebrand.
Da allora, i politici hanno invitato la BNS a intensificare gli sforzi. Il governo svizzero, il 31 agosto, ha promesso di spendere 870 milioni di franchi ($ 1,1 miliardi) per un pacchetto di stimolo economico, al fine di contribuire a contrastare l’impatto della forza del franco. In una riunione oggi a Berna, il governo e i leader di tutti e cinque i partiti della coalizione dominante, hanno accolto le misure della BNS per indebolire il franco, secondo quanto riportato da una e-mail informativa.
Da parte sua, la BNS ha rinunciato a intensificare gli sforzi dopo aver aumentato la liquidità per più di tre settimane consecutive. Il vice presidente Thomas Giordano ha detto che la banca sta valutando «una serie di opzioni» per indebolire il franco ed è pronta ad agire se necessario.

Tradotto da Nadia Fusar Poli per forexinfo.it

Fonte: bloomberg.com