Francia: le femministe contro il nuovo governo di Macron

Le associazioni femministe francesi si schierano contro Emmanuel Macron in seguito alla nomina nel governo di Darmanin, indagato per stupro, e Dupond-Moretti, accusato di sessismo.

Francia: le femministe contro il nuovo governo di Macron

Dopo le dimissioni di Edouard Philippe e la nomina di Jean Castex come primo ministro, Emmanuel Macron sembra essersi messo contro le femministe francesi.

Nel nuovo governo presentato lo scorso 6 luglio sono infatti presenti due figure che hanno attirato diverse critiche: il ministro dell’Interno Gérald Darmanin e il ministro della Giustizia Eric Dupond-Moretti.

Per protestare contro i due nuovi esponenti dell’esecutivo di Parigi, varie associazioni, tra cui Osez le féminisme, hanno organizzato una manifestazione davanti al municipio della capitale francese per sabato 10 luglio.

La protesta è stata accompagnata da una petizione di dimissioni nei confronti di Darmanin e Dupond-Moretti, oltre a dichiarazioni di fuoco contro il presidente della Repubblica francese.

Le accuse di stupro nei confronti di Gérald Darmanin

Gérald Darmanin è attualmente sotto accusa per i reati di stupro, molestie sessuali e abuso di fiducia. Dopo che nell’agosto del 2018, il primo appello si era risolto con una sentenza di “non luogo a procedere”, lo scorso 9 giugno la corte d’appello di Parigi ha decretato la ripresa delle indagini sugli stessi reati.

In molti si interrogano su come potranno i poliziotti svolgere serenamente il loro lavoro rispetto a questi fatti, dato che tali accuse sono rivolte proprio contro chi ha assunto il ruolo di Capo della Polizia.

Su Darmanin è intervenuto il nuovo portavoce di governo Gabriel Attal, affermando che: “deve poter beneficiare della presunzione d’innocenza. Il suo nuovo ruolo non influenzerà in alcun modo le indagini che si stanno tenendo sul suo conto. Ma non si può affermare che se ci sono delle indagini ci sono dei crimini e quindi non si può far parte di un governo”.

Darmanin, Dupond-Moretti
Il ministro dell’Interno Darmanin (a sinistra) e il ministro della Giustizia Dupond-Moretti (a destra)

Dupond-Moretti contro le associazioni femministe

Per il neo-guardasigilli invece pesano le sue prese di posizione controverse rispetto al movimento internazionale #MeToo e quello d’oltralpe #Balancetonporc.

Nel corso di un’intervista rilasciata alla rivista GQ, Dupond-Moretti aveva affermato che: “#MeToo ha permesso di parlare di queste cose ed è un bene. Ma ci sono delle donne fuori di testa che raccontano delle falsità e possono compromettere l’onore di un ragazzo che non si può difendere perché è già stato crocifisso sui social network”.

Nonostante Emmanuel Macron il giorno del suo insediamento dichiarasse che l’uguaglianza di genere fosse la principale questione da affrontare del suo mandato e promettesse “di eliminare completamente la violenza sulle donne”, in molti accusano che il leader di En Marche, con queste nomine, abbia dato un segnale opposto su come intende proseguire la sua presidenza.

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