Forex, dollaro-yen alle prese con quota 100: Kuroda non aiuta. Quali target?

Il cambio dollaro-yen non riesce a distanziarsi da quota 100, nonostante l’intervento del governatore della Bank of Japan: quali scenari attendono il cambio nei prossimi giorni?

Il cambio dollaro-yen procede da oltre una settimana a piccoli passi, rimanendo nei dintorni di quota 100,0 e tornando proprio questa mattina ad infrangerla, anche se per pochi minuti.

L’ultimo periodo per la valuta nipponica è da considerarsi un vero e proprio consolidamento, con le quotazioni di dollaro-yen ed euro-yen incapaci di proseguire il trend ribassista che portano avanti da mesi ma, allo stesso tempo, prive di quella spinta necessaria per risollevarsi e girare al rialzo.

L’intervento di Kuroda previsto per questa mattina non ha scosso il mercato, lasciando dollaro-yen in lotta sulle soglie di quota 100 e, più in generale, non offrendo nessuna possibilità di ripresa allo yen.

Il mercato non crede nell’operato della Bank of Japan e non si aspetta più interventi utili a cambiare le sorti monetarie del Giappone. Se questo potrebbe da un lato portare a reazioni decise nel giorno in cui la BoJ decida di soprendere gli operatori, dall’altro condanna i cambi con la valuta nipponica a rimanere stabili o tendenti al ribasso, situazione che descrive alla perfezione l’agosto di USD/JPY.

Dopo aver letto le valutazioni di JPMorgan sulla situazione del dollaro USA, vediamo ora di analizzare da un punto di vista tecnico l’andamento del cambio dollaro-yen.

Forex, dollaro-yen infrange nuovamente quota 100: primo target 99,5?

Il cambio dollaro-yen soffre la situazione di stallo portata avanti dalla Bank of Japan, ferma sui suoi passi, e il periodo difficile del dollaro USA, in difficoltà contro tutte le altri maggiori valute.

Nonostante abbia tutto a sfavore, però, USD/JPY non è finora riuscito ad abbattere e a mantenersi sotto quota 100 in maniera decisa, con l’ultima settimana che ha visto la quotazione chiusa all’interno del range di prezzo 99,7-100,9.

Nel seguente grafico è rappresentato l’andamento di dollaro-yen nel mese di agosto, con le ultime sette candele, ciascuna delle quali rappresenta un intervallo di quattro ore, tutte ribassiste:

Raggiunta la resistenza a 100,86 la quotazione è scesa nuovamente abbattendo la media mobile a 20 periodi, che ne ha quasi sempre contenuto l’andamento, e testando proprio in questa mattinata la soglia psicologica del 100.

La trendline positiva, in verde, è stata quindi violata, lasciando lo spazio a quella rappresentata in rosso, che ora fornisce un livello di resistenza e favorisce l’ulteriore ribasso di USD/JPY.

L’oscillatore MACD si è avvicinato ma non è riuscito a raggiungere il range di numeri positivi, tornando ribassista, così come l’RSI ha ripreso il suo cammino verso la soglia dell’ipervenduto.

Sono quindi diversi i segnali che parlano di un’ulteriore discesa del cambio dollaro-yen, i cui primi target sarebbero i supporti a 99,84 e 99,54, il minimo mensile. Al di sotto di questi livelli l’unico riferimento rimasto nel post-Brexit è a 98,9, ultimo baluardo prima di un ritorno ai livelli lasciati tre anni fa.

Affinché lo scenario rialzista si concretizzi, invece, è necessario un primo abbattimento della trendline in rosso e un seguente ritorno al di sopra della media mobile a 20 periodi, in celeste. A quel punto per sostenere l’andamento e non ritornare di nuovo a testare quota 100 il target a cui si dovrebbe guardare è la resistenza a 100,86, livello il cui superamento lancerebbe dollaro-yen in direzione del 102,2.

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