Forex: crollo shock per il rublo, il peggiore dal default russo del 1998

Nicola D’Antuono

2 Dicembre 2014 - 07:08

Non si placano le vendite sul rublo, che ieri ha aggiornato nuovi minimi storici su euro e dollaro. Il valore della moneta di Mosca è diminuito del 70% negli ultimi due anni

Forex: crollo shock per il rublo, il peggiore dal default russo del 1998

Non accenna a fermarsi la discesa del rublo russo, che ieri ha evidenziato un crollo così vistoso che non si vedeva dai tempi della crisi finanziaria del 1998 quando la Russia finì in default. Il tasso di cambio dollaro/rublo è salito fino a 53,85, mentre il cross euro/rublo ha superato quota 67. Il nuovo sell-off della valuta di Mosca è stato provocato dal clamoroso crollo dei prezzi del petrolio sui mercati internazionali, con il greggio americano (qualità Wti) che è sceso fin sotto 64$ al barile dopo la decisione shock dell’OPEC di non tagliare la produzione nonostante la quotazione sia depressa già da alcuni mesi.

Negli ultimi due anni il rublo è arrivato a perdere più del 70% del proprio valore rispetto al biglietto verde, complice i delfussi di capitali record, le sanzioni inflitte dall’Occidente dopo l’annessione della Crimea e le tensioni geopolitiche nelle regioni orientali dell’Ucraina. Quest’anno si stima che la fuoriuscita di capitali dalla Russia possa toccare i 140 miliardi di dollari, dopo i 61 miliardi dello scorso anno. La banca centrale di Mosca ha provato a correre ai ripari, lasciando fluttuare liberamente la valuta nazionale dallo scorso 10 novembre e alzando i tassi di interesse al 9,5% nonostante il concreto rischio recessione.

La caduta del greggio non può che creare grossi problemi economico-finanziari al paese, visto che petrolio e gas coprono i due terzi dell’export nazionale e quasi la metà delle entrate fiscali. Il bilancio federale sta risentendo meno del crollo dell’oro nero, in quanto le entrate petrolifere del paese sono denominate in dollari americani, quindi in questo caso il deprezzamento del rublo non incide negativamente. La debolezza della valuta russa sta spingendo al ribasso l’indice Rts della borsa di Mosca (espresso in dollari), ai minimi da 5 anni, mentre l’indice Micex denominato in rubli continua a salire ed è già sui massimi dell’anno.

La Russia deve poi fare i conti con un tasso di inflazione in netta ascesa: +8,3% su base annua nel mese di ottobre. Secondo i tecnici della banca centrale russa l’inflazione sarà in doppia cifra entro il primo trimestre del 2015, con pesanti ripercussioni sull’economia reale. Rispetto a 16 anni fa, il paese non rischia il default grazie a enormi riserve valutarie e un debito pubblico ad appena il 10% del pil. Tuttavia la perdurante crisi del rublo potrebbe spingere il premier Vladimir Putin a isolare il paese dai mercati dei capitali internazionali, costringendo gli investitori a grosse perdite in conto capitale sui titoli di stato russi.