Nonostante la svalutazione avvenuta negli ultimi anni e le misure monetarie ultra-espansive della Riksbank, la corona svedese potrebbe presto rialzarsi e tornare ad essere un asset rifugio sui mercati globali
La corona svedese sta sperimentando un solido trend ribassista di medio periodo sia nei confronti dell’euro che del dollaro americano. La discesa della valuta scandinava è iniziata nell’estate del 2012, quando la BCE ha risollevato la moneta unica in una complicata fase caratterizzata addirittura da aspettative di rottura dell’Eurozona. In questo arco di tempo la corona di Stoccolma è arrivata a perdere fino al 18% sull’euro e il 40% sul dollaro Usa, a causa soprattutto di forti deflussi di capitali dovuti al rischio di deflazione e di eccessivo rallentamento dell’economia.
La banca centrale svedese ha risposto alla crisi tagliando più volte i tassi di interesse, fino a portarli sotto zero al livello di -0,35%. Inoltre quest’anno la Riksbank ha anche annunciato un proprio piano di quantitative easing. Si tratta di misure monetarie ultra-espansive, che chiaramente hanno avuto un impatto negativo sulla valuta domestica. Tuttavia nel medio-lungo periodo la corona svedese resta una valuta appetibile agli occhi degli investitori per almeno tre motivi.
1) Finanze pubbliche solide. Il livello dei conti statali è molto buono, grazie soprattutto a un rapporto debito/pil che negli ultimi anni è sempre orbitato intorno al 40% (un valore nettamente inferiore alla media Ue). Il disavanzo di bilancio, atteso quest’anno all’1,5%, è comunque molto basso e facilmente controllabile dalle autorità governative di Stoccolma.
2) Economia competitiva. La Svezia, nonostante la bassa inflazione e l’enorme indebitamento delle famiglie, resta uno dei paesi europei con l’economia più solida. Negli ultimi anni la domanda domestica è risultata in netto incremento, grazie ai consumi privati e al boom del settore delle costruzioni. Nel 2015 il pil dovrebbe crescere del 2,8%, rispetto al 2,5% dello scorso anno. Inoltre la disoccupazione è attesa in calo, fino a toccare il 7,6%.
3) Rating tra i più alti al mondo. Il giudizio sul merito di credito di lungo periodo, attribuito dalle principali agenzie di valutazione del debito pubblico, è sempre “AAA”, mentre i Cds sul debito sovrano sono sui livelli più bassi al mondo. Ciò testimonia la qualità elevata delle finanze pubbliche di Stoccolma e la sua capacità di far fronte a eventuali shock economico-finanziari su scala globale.
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