Il flop del decreto Dignità: scommesse aumentate del 17% da quando è in vigore

I dati elaborati da Calcio e Finanza e AgiproNews evidenziano il fallimento del decreto Dignità sul tema scommesse: da quando è in vigore la normativa che vieta la pubblicità delle aziende operanti nel betting, in Italia le puntate sono aumentate del 17%.

Il flop del decreto Dignità: scommesse aumentate del 17% da quando è in vigore

Nell’estate del 2018 il decreto Dignità è stato il primo provvedimento importante dell’allora neonato governo gialloverde, sempre guidato da Giuseppe Conte ma che vedeva il Movimento 5 Stelle affiancato dalla Lega nel comporre la maggioranza.

Il testo, fortemente voluto da Luigi Di Maio all’epoca super ministro al Lavoro e allo Sviluppo Economico, è formato da tre linee guida due delle quali vertenti sul mondo del lavoro mentre la terza è dedicata a quello delle scommesse.

Al fine di combattere la ludopatia, nel decreto Dignità è stata inserita una norma che vieta gli spot in merito al gioco d’azzardo e ogni forma di sponsorizzazione per le aziende operanti nel settore del betting pena una multa da 100.000 a 500.000 euro.

Per quanto riguarda lo sport questo divieto è entrato in vigore a luglio 2019, visto che si è permesso di portare fino al termine della scorsa stagione tutti quei contratti di sponsorizzazione che erano già in essere.

Scommesse in aumento dopo il decreto Dignità

Lo stop a ogni forma di sponsorizzazione comprese “le citazioni visive ed acustiche e la sovrimpressione del nome, marchio, simboli”, ha provocato minori incassi per le società sportive e per i media stimati in circa 100 milioni di euro.

Non è un caso che in questo periodo di grande crisi a causa dell’emergenza coronavirus si starebbe pensando, per sostenere economicamente il calcio e lo sport in generale, di togliere temporaneamente questo divieto oltre a destinare l’1% dei proventi delle scommesse alle società.

Il paradosso però è che da quando è in vigore il decreto Dignità, come hanno calcolato Calcio e Finanza e AgiproNews, sarebbero aumentati i soldi che gli italiani hanno speso per effettuare scommesse sportive.

Da luglio 2019 a febbraio 2020, ci sarebbe stato infatti un incremento pari al 17,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con il totale passato da 1.028,3 milioni a 1.208,8 milioni.

Un aumento dovuto soprattutto dal boom del settore online (+21,8%), che nelle intenzioni del decreto voluto da Luigi Di Maio era proprio quel mondo che si voleva colpire maggiormente in quanto più a rischio per fenomeni di ludopatia.

L’aver vietato qualsiasi forma di sponsorizzazione finora non sembrerebbe aver dato i frutti sperati, mentre l’unico risultato reale è stato quello di stoppare un giro d’affari da 100 milioni l’anno che presto comunque potrebbe essere sbloccato per dare ossigeno allo sport e ai media.

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