Fiat 500 elettrica non basta: a Mirafiori e Grugliasco tira una brutta aria

A Mirafiori e Grugliasco in assenza di novità la produzione ha raggiunto il minimo storico, i sindacati ritengono che Fiat 500 elettrica non basterà

Fiat 500 elettrica non basta: a Mirafiori e Grugliasco tira una brutta aria

Negli stabilimenti Fiat Chrysler di Mirafiori e Grugliasco il 2019 è stato sicuramente un anno da dimenticare. I livelli di produzione infatti hanno raggiunto i rispettivi minimi storici. A Mirafiori si sono prodotte circa 11 mila unità mentre a Grugliasco non si sono superate le 9 mila. Si tratta di un numero complessivo di 20 mila unità prodotte che rappresenta un dato molto basso per i due storici stabilimenti piemontesi del gruppo italo americano.

A Mirafiori e Grugliasco produzione in forte calo nel 2019

Per la prima volta nel 2019 a Mirafiori e Grugliasco sono stati prodotti solo modelli Maserati e questo ovviamente ha influito sui livelli di produzione. A Grugliasco infatti con l’addio di Alfa Romeo MiTo trova spazio solo il Suv Maserati Levante mentre a Grugliasco continuano ad essere prodotte Ghibli e Quattroporte.

Nel 2018 i numeri di produzione erano stati molto più alti. A Mirafiori infatti erano state costruite 29 mila unità mentre a Grugliasco 14 mila. Questo significa che per entrambi gli stabilimenti il calo è stato piuttosto marcato. I sindacati ovviamente si dicono preoccupati e pensano che l’arrivo imminente a Mirafiori di Fiat 500 elettrica se da un canto migliorerà le cose non sarà sufficiente a garantire livelli occupazionali accettabili nei due stabilimenti.

Fiat 500 elettrica dovrebbe essere prodotta in circa 80 mila unità all’anno a Mirafiori. Questo dovrebbe garantire il rientro a lavoro di circa 1.200 operai. A Grugliasco invece si attendono i restyling di Ghibli e Quattroporte e le versioni ibride.

Queste dovrebbero far aumentare le ordinazioni e quindi anche la produzione. I sindacati però chiedono di più e si augurano che nei prossimi anni per questi due stabilimenti di Fiat Chrysler possano essere annunciati nuovi modelli. I sindacati inoltre mettono in evidenza che prima del 2021 è difficile che nei due stabilimenti si possa notare un minimo di ripresa.

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