Cosa si festeggia il 1° maggio: le origini della Festa dei lavoratori

Chiara Esposito

01/05/2022

01/05/2022 - 12:12

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Storia e origini della Festa dei lavoratori: come mai si festeggia proprio il 1° maggio sia in Italia che in gran parte del resto del mondo?

Cosa si festeggia il 1° maggio: le origini della Festa dei lavoratori

Il 1° maggio di ogni anno, in Italia come in molti Paesi del mondo, si celebra la Festa dei lavoratori o Festa del lavoro. La data di questa ricorrenza non è casuale e spesso, nonostante si tratti di una celebrazione ormai consolidata nella storia della società civile, c’è chi non ne conosce l’origine e vorrebbe capire come mai è stata istituita questa giornata.

La Festa dei lavoratori, oggi celebrata con il tradizionale concertone di Piazza San Giovanni a Roma, viene «canonizzata» a Parigi il 20 luglio del 1889 per ricordare la manifestazione degli operai di Chicago, Illinois, del 1886. Le rivendicazioni dell’epoca, tra le altre cose, ad esempio hanno portato con sé la riduzione dell’orario di lavoro alle 8 ore giornaliere.

Nonostante il cuore pulsante o meglio l’incipit delle sollevazioni che commemoriamo siano però americane, il «Labor Day», così viene chiamato negli USA, si tiene il primo lunedì di settembre. Capiamo quindi il motivo dietro questa discrepanza e quali eventi hanno ispirato le celebrazioni tanto attese nel nostro Paese così come in moltissimi Stati esteri.

Origini del 1° maggio: la storia delle lotte operaie

Come accade nel caso di altre feste internazionali, anche quella del Primo maggio è legata a un evento storico particolare, ovvero le manifestazioni che si tennero a Chicago nel maggio del 1886 e che furono d’ispirazione per la Seconda Internazionale, l’organizzazione europea dei partiti socialisti nonché prima promotrice della ricorrenza.

In realtà le manifestazioni che si susseguirono negli USA ebbero inizio già nel 1880. Negli States la mobilitazione coinvolgeva ben 12mila fabbriche e 400mila operai e in ogni caso la richiesta era principalmente una: dimezzare l’orario di lavoro passando da 16 ore al giorno a un monte orario e condizioni d’impiego più rispettose dei diritti e dell’integrità della persona.

Localmente, per commemorare i primi successi, la prima Festa dei Lavoratori americana si celebrò il 5 settembre del 1882 e in particolare fu organizzata dall’Ordine dei Cavalieri del Lavoro, un’associazione operaia nata ben tredici anni prima.

La data simbolo per noi europei invece è quella del 3 maggio del 1886, il giorno in cui alcuni lavoratori si riunirono di fronte ai cancelli della fabbrica di macchine agricole McCormick della città di Chicago con un corteo che ospitò oltre 80mila persone.

La protesta del 3 maggio però si concluse in tragedia dato che per disperdere i manifestanti le Forze dell’Ordine spararono sulla folla provocando vittime e numerosi feriti. La protesta degli anarchici locali contro l’accaduto fu immediata; si diedero appuntamento per il giorno successivo, il 4 maggio, nei pressi dell’Haymarket Square. Qui si “vendicarono” lanciando un ordigno che uccise un poliziotto. Gli agenti a quel punto aprirono il fuoco sulla folla e altre 11 persone, tra cui 7 agenti, persero la vita. Molti degli anarchici colpevoli furono poi condannati a morte nell’agosto del 1887 con sentenza d’impiccagione.

Le proteste cittadine così descritte però, per la loro forma cruenta e inaudita, ebbero una risonanza ben al di là degli Stati Uniti e influenzarono notevolmente il movimento operaio globale nella sua sollevazione.

Festa dei lavoratori: il 1° maggio in Italia

Dal 1891, nello stesso giorno in Italia, a Cuba, in Russia, Cina, Messico, Brasile, Turchia e in diversi Stati dell’Unione Europea si celebra la Festa dei lavoratori. L’istituzione di questa data venne ratificata dai delegati socialisti durante la Seconda Internazionale tenutasi nella Capitale francese nel 1889.

Focalizzandoci però sulla parabola nostrana, il primo maggio in Italia ha subito l’influsso delle forze politiche che hanno attraversato il nostro Paese. Dalla sua istituzione il 1° maggio del 1891 vede infatti una forte battuta d’arresto in concomitanza con il ventennio fascista.

A partire dal 1923 infatti la festa dei lavoratori venne abolita, o meglio, confluì nel Natale di Roma, ovvero il 21 aprile, che conosciamo come la data leggendaria data di fondazione della Capitale nel 753 a. C.

Superato il periodo del fascismo, nel 1947 la Festa del lavoro e dei lavoratori tornò in auge divenendo ufficialmente festa nazionale subito dopo la conclusione della Seconda Guerra Mondiale.

Ricordiamo però anche un sanguinoso evento in concomitanza di questo ripristino: questa giornata si è macchiata di sangue perché il 1° maggio del 1947 si verificò quella che è passata alla storia come la strage di Portella della Ginestra, località montana del comune di Piana degli Albanesi, in Provincia di Palermo.

Qui si erano infatti riuniti circa 2mila lavoratori, soprattutto contadini, per celebrare la ricorrenza protestando contro il latifondismo a favore dell’occupazione delle terre incolte. In quell’occasione però il bandito Salvatore Giuliano insieme ai suoi uomini sparò sulla folla provocando una carneficina: 11 morti, 27 feriti. La strage di Portella della Ginestra resta ancora avvolta da un alone di mistero, forse il primo grande segreto della storia repubblicana.

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