FMI avverte: debito pubblico globale da record. E il mondo non sarà più come prima

Dal Fondo Monetario Internazionale arriva un nuovo monito: la ripresa economica globale è in salita, il debito pubblico sarà da record, il mondo cambierà per sempre. Cosa aspettarsi? Non manca l’ottimismo.

FMI avverte: debito pubblico globale da record. E il mondo non sarà più come prima

FMI: la crisi economica del 2020 potrebbe non essere così grave come si pensava, ma il percorso da percorrere sarà una “salita difficile”.

Queste le parole di Kristalina Georgieva la direttrice generale del Fondo monetario internazionale, che è tornata a dare indicazioni su cosa ci si deve aspettare in questa fase così critica per il mondo.

L’incertezza legata all’evoluzione della pandemia è ancora troppo elevata per disegnare un quadro davvero ottimistico. Anche se l’economia globale ha ottenuto risultati migliori del previsto nel secondo e terzo trimestre 2020, alcuni segnali restano preoccupanti.

L’allarme è sul debito pubblico da record, su disuguaglianze in aumento e sulla vulnerabilità di molti Paesi. L’economia non sarà - e non dovrà essere - come nel periodo pre-pandemia. Cosa aspettarsi?

Economia globale: ci sarà la ripresa? Le stime FMI

Il FMI prevedeva a giugno una contrazione del 4,9% del PIL mondiale del 2020. Tuttavia, l’economia globale ha ottenuto risultati migliori delle aspettative nel secondo e terzo trimestre. Ciò dovrebbe portare a “una piccola revisione al rialzo” delle sue previsioni di crescita che dovrebbero essere presentate la prossima settimana.

La direttrice generale Georgieva ha spiegato che:

“Il quadro oggi è meno terribile. L’economia globale si sta riprendendo dalla profondità della crisi. Ma questa calamità è tutt’altro che finita. I Paesi stanno affrontando la fase di una lunga salita, una salita difficile che sarà lunga, irregolare e incerta. E incline a contrattempi.”

Un ottimismo molto cauto, quindi, che ancora deve prestare attenzione a una serie di rischi gravi, con ripercussioni tutte da valutare.

I livelli di debito pubblico delle nazioni, per esempio, sono vertiginosi. Un elemento allarmante visto che quest’anno il debito pubblico globale raggiungerà il livello record del 100% del PIL secondo il FMI.

Tanti Paesi sono oggi più vulnerabili e minano le previsioni di una crescita regolare. La perdita di entrate, il blocco della produzione e le misure ingenti a livello fiscale hanno aumentato il debito nazionale.

Troppo marcato, inoltre, il divario tra i Paesi, che presentano differenze nel ritmo della ripresa importanti. Come sottolineato dalla Georgieva:

“per molte economie avanzate, inclusi gli Stati Uniti e l’Eurozona, la recessione rimane estremamente dolorosa, ma meno severa delle attese. E la Cina sta sperimentando una ripresa più veloce delle stime...[Altri Paesi] risultano ancora fortemente colpiti e alcune delle nostre revisioni sono al ribasso

I governi hanno fornito circa 12 trilioni di dollari di sostegno fiscale a famiglie e imprese. E azioni di politica monetaria senza precedenti hanno mantenuto il flusso del credito, aiutando milioni di aziende a rimanere in attività ", ha affermato.

Ripresa economica: il mondo dovrà cambiare

Non ci sono solo segnali negativi nell’analisi del Fondo Monetario Internazionale.

Il miglioramento delle aspettative, infatti, è stato possibile grazie all’azione dei Governi, che hanno fornito circa 1.200 miliardi dollari di sostegno fiscale a famiglie e imprese. Anche la politica monetaria senza precedenti è riuscita a mantenere il flusso del credito, aiutando milioni di aziende a non fallire.

In questa cornice, il FMI ha stilato 4 priorità per evitare il collasso:

  • garantire la salute delle popolazioni;
  • mantenere attive le politiche nazionali di sostegno;
  • favorire una politica di bilancio flessibile;
  • affrontare il problema del debito pubblico

La spinta verso la ripresa economica globale, però, arriverà solo cambiando il mondo. Non si potrà tornare ai livelli pre-pandemia e, soprattutto, riproporre gli stessi schemi: questo il vero monito del FMI.

Le parole di Georgieva sono chiare al riguardo: non si può “ricostruire semplicemente la vecchia economia, con la sua bassa crescita, bassa produttività, alta ineguaglianza e crisi climatica in peggioramento” .

La vera direzione per la crescita è un sistema economico più verde, inclusivo, dinamico, intelligente. Gli investimenti pubblici devono aumentare. Le stime, infatti, sostengono che l’1% del PIL speso per nuovi progetti si trasforma in almeno 33 milioni di posti di lavoro.

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