FMI: 1.000 miliardi per l’Europa

Raffaele Guerra

18 Gennaio 2012 - 12:15

FMI: 1.000 miliardi per l’Europa

Le dichiarazione di una voce anonima dal G20 al canale televisivo di Bloomberg fanno sperare bene per la crisi del debito europeo. Secondo quanto la fonte ha affermato, il Fondo Monetario Internazionale vorrebbe aumentare l’aiuto destinato all’Unione Europea a mille miliardi di dollari. L’informatore ha voluto mantenere l’anoniato perchè si tratterebbe di un negoziato privato.

Queste dichiarazioni arrivano proprio a seguito di quelle del direttore del Fmi Christine Lagarde, la quale, proprio ieri sera, aveva dichiarato di aver incontrato gli altri membri del board, che avrebbero sttolineato la necessità di sforzi collettivi per salvare le economie mondiali dall’attuale rischio del contagio e dall’eccessiva contrazione. Secondo l’anonima fonte autrice delle dichiarazioni che questa mattina hanno fatto il giro del mondo, l’intesa per l’incremento dell’aiuto all’Unione Europea dovrebbe essere raggiunta al prossimo vertice del G-20, che si terrà a Città del Messico il 25 e 26 febbraio prossimi. Pare che i paesi che dovrebbero contribuire maggiormente all’incremento degli aiuti siano i Brics, il Giappone e gli esportatori di petrolio.

La reazione delle dichiarazioni sui mercati non si è fatta attendere: l’euro ha raggiunto il massimo intraday a $1,2836, dopo che a inizio mattinata aveva oscillato intorno a $1,2720.

Blommberg TV ha commentato le dichiarazioni affermando che gli investitori hanno brindato alla proposta, che parebbe avere toni più seri e affidabili rispetto alle attese del fondo salva-stati e dell’Esm che andrà a sostituirlo. Secondo Bloomberg infatti, i mille miliardi di aiuti potrebbero essere proprio ciò di cui l’eurozona ha bisogno per salvarsi dalla crisi del debito.

Le voci dal Fmi arrivano quasi in contemporanea con le nuove dichiarazioni del Global Risk 2012, il rapporto del World Economic Forum, il quale sostiene che l’economia globale avrà bisogno di 130 mila miliardi di crediti aggiuntivi per assicurare la crescita nei prossimi dieci anni. In particolare, secondo il rapporto, la sola Asia avrà bisogno di 40 mila miliardi di dollari in prestiti aggiuntivi, mentre all’Europa necessiterà un aumento di 13 mila miliardi.

Viste le reazioni dei mercati alle voci di corridoio che sono trapelate dal Fondo Monetario Internazionale, e viste anche le previsioni da parte del rapporto Global Risk 2012, si ha ben ragione di attendersi un grosso effetto dell’eventuale incremento degli aiuti destinati all’eurozona qualora quelle che ad oggi sono semplici voci di corridoio si trasformeranno in realtà.

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