Ex festività (soppresse) in busta paga: quali sono nel 2021 e cosa spetta

Teresa Maddonni

18/03/2021

13/04/2021 - 09:30

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Le festività soppresse anche nel 2021 danno diritto a ore di permesso in più in busta paga. Le ex festività possono anche essere monetizzate. Vediamo quali sono e cosa spetta nel dettaglio.

Ex festività (soppresse) in busta paga: quali sono nel 2021 e cosa spetta

Le ex festività (soppresse) nel 2021 sono riconosciute in busta paga ai lavoratori che non ne possono più godere e di fatto danno diritto a ore di permesso in più. Le stesse possono tuttavia anche essere monetizzate.

Ma quali sono le ex festività soppresse per il 2021? Sono quattro al solito anche se diventano tre per chi lavora a Roma.

La prima ex festività del 2021 è la festa del papà, San Giuseppe, che cade ovviamente come ogni anno il 19 marzo.

Per le quattro ex festività nel 2021 al lavoratore dipendente spettano in busta paga 8 ore di permessi retribuiti. La dicitura ex festività infatti in busta paga si colloca tra ferie e permessi retribuiti e potrebbe destare qualche perplessità nel lavoratore che la legge. Ovviamente occorre sempre verificare il CCNL di riferimento.

Vediamo allora quali sono tutte quelle festività riconosciute dal vecchio ordinamento e che ora non lo sono più perché soppresse, ma che danno comunque diritto a ore di permesso aggiuntive rispetto ai ROL tradizionali.

Quali sono le ex festività

Le ex festività, oggi soppresse, sono quattro e sono riconosciute in busta paga al lavoratore che deve comunque verificare il proprio CCNL di riferimento.

Partiamo dal ricordare tuttavia dalle festività nazionali oggi riconosciute dall’ordinamento italiano e che sono tre:

  • la Festa della Liberazione il 25 aprile;
  • la Festa dei Lavoratori il 1° maggio;
  • la Festa della Repubblica il 2° giugno.

Ci sono poi delle festività religiose, ovvero l’Immacolata, Natale, S.Stefano, Capodanno, Epifania, Pasqua, Pasquetta, Ferragosto e Ognissanti il 1° novembre durante le quali ai lavoratori spetta il diritto ad astenersi dall’attività lavorativa.

Tuttavia, in passato tra le festività riconosciute dal nostro ordinamento ve ne erano altre cinque:

  • San Giuseppe (Festa del papà);
  • Ascensione;
  • Festa dell’Unità Nazionale;
  • Corpus Domini;
  • S.S. Pietro e Paolo.

Queste, infatti, erano disciplinate dalla legge 269/1949, salvo poi essere abrogate dalla legge 54/1977 e da successive disposizioni e non sono state più ripristinate.

Pur non essendo più riconosciute come giorni in cui ci si può astenere dal lavoro, le ex festività hanno comunque un peso in busta paga dal momento che vengono trasformate in permessi retribuiti.

Ovviamente questo accade se la ex festività cade in un giorno lavorativo del dipendente e le condizioni dipendono e possono variare, come abbiamo anticipato, dal Contratto Collettivo del Lavoro applicato.

Vediamo quindi quali sono le ex festività riconosciute nel 2021 e in quali casi al dipendente spetta un giorno di permesso.

Ex festività, quando spetta il permesso: calendario 2021

Dopo aver visto cosa si intende per ex festività, vediamo nello specifico quali sono quelle che i lavoratori troveranno per l’anno 2021 in busta paga partendo dalla festa del papà di venerdì 19 marzo.

Le ex festività indicate in busta paga per il 2021 sono quattro, ovvero:

  • San Giuseppe: venerdì 19 marzo 2021;
  • Ascensione: giovedì 13 maggio 2021 (il 39° giorno dopo la domenica di Pasqua);
  • San Pietro e Paolo: martedì 29 giugno 2021;
  • Festa dell’Unità Nazionale: giovedì 4 novembre 2021.

L’ex festività del Corpus Domini cade il 6 giugno 2021, di domenica come ogni anno e non dà diritto alla maturazione dei permessi ex festività.

Negli altri quattro giorni indicati, invece, il lavoratore ha diritto a un giorno di permesso extra - indicato in busta paga - di cui può godere in caso di necessità.

Il discorso è differente per la festività di S.S. Pietro e Paolo del 29 giugno e in particolare per chi lavora a Roma. Per costoro infatti quella del 29 giugno non si considera come un’ex festività: trattandosi della festa patronale della Capitale è a tutti gli effetti un giorno festivo. Per tutti gli altri lavoratori dipendenti risulta essere una ex festività.

Ex festività in busta paga: come sono retribuite?

Come anticipato le ex festività - quando riconosciute come tali - vengono convertite in permessi retribuiti di cui può godere il lavoratore. Il dipendente, quindi, in busta paga potrà beneficiare di ulteriori ore di permesso per il 2021.

Ma facciamo qualche esempio pratico andando a consultare alcuni CCNL per capire come vengono trattate in busta paga le ex festività.

Nel CCNL Commercio, che è uno dei più applicati, si legge chiaramente che dai lavoratori vengono fruiti “gruppi di 4 o di 8 ore di permesso individuale retribuito, in sostituzione delle 4 festività abolite dalla legge.”

Il lavoratore al quale si applica il CCNL Commercio avrà diritto, in base a quanto abbiamo visto, nell’anno fino a 32 ore di permessi retribuiti per ex festività, 8 delle quali proprio in riferimento al 19 marzo 2021, la prima dell’anno in corso.

Ma cosa succede se il lavoratore decide di non fruire di queste ore in più di permessi retribuiti, 8 ore che corrispondono a una giornata lavorativa? A venirci in aiuto ancora una volta è il CCNL Commercio nel quale si legge:

“I permessi non fruiti entro l’anno di maturazione decadranno e saranno pagati con la retribuzione di fatto, in atto al momento della scadenza, oppure potranno essere fruiti in epoca successiva e comunque non oltre il 30 giugno dell’anno successivo.”

Al termine del 2021 quindi, se le ore di permesso in busta paga per ex festività scadono perché non fruite, le stesse vengono pagate con la retribuzione di fatto e solitamente nelle mensilità di dicembre o di gennaio dell’anno successivo.

In alternativa i permessi per ex festività possono comunque essere utilizzati, ma non oltre il 30 giugno dell’anno successivo a quello di scadenza (per il 2021 entro il 30 giugno 2022). Quanto detto vale avendo preso come riferimento il solo CCNL Commercio, ma potrebbe variare per altre categorie.

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