ROL, permessi retribuiti in busta paga: quanti giorni spettano, a chi e quando vengono pagati

Simone Micocci

6 Luglio 2022 - 15:05

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Tra le voci in busta paga figura anche quella relativa ai permessi Rol, riconosciuti dal contratto collettivo per la riduzione dell’orario di lavoro. Di seguito una guida completa.

ROL, permessi retribuiti in busta paga: quanti giorni spettano, a chi e quando vengono pagati

I permessi riconosciuti per la riduzione dell’orario di lavoro (Rol) sono uno strumento di fonte contrattuale; non è la legge, dunque, a riconoscere tale diritto ai lavoratori dipendenti, bensì il contratto collettivo di categoria applicato, nel quale sono indicate anche le informazioni sulla quantità dei giorni di permesso a disposizione e sulle modalità di fruizione degli stessi.

Tali permessi, retribuiti solitamente al 100%, fanno parte dunque di quegli strumenti riconosciuti non dalla legge ma dalla contrattazione, al pari della quattordicesima ad esempio. Nel dettaglio, è stato il primo accordo triangolare, il cosiddetto Protocollo Scotti, sottoscritto il 22 gennaio del 1983 tra Governo e parti sociali ad attribuire alla contrattazione collettiva la possibilità di riconoscere una riduzione dell’orario di lavoro, su base annua, per i lavoratori dipendenti di ogni settore.

Dopo questo riconoscimento, dunque, i singoli Ccnl sono intervenuti introducendo i cosiddetti Rol, permessi retribuiti che il lavoratore matura nel corso dell’anno e di cui può godere in condizioni di necessità per astenersi dallo svolgimento dell’attività lavorativa senza perdere lo stipendio.

Tuttavia, proprio il fatto che si tratta di uno strumento di fonte contrattuale rende complicato rispondere alle domande dei lavoratori, ad esempio riguardo a quanti giorni di permesso spettano e alla data entro cui se ne deve usufruire. Non solo, infatti, le regole per i Rol cambiano a seconda del Ccnl di riferimento: in alcuni contratti le norme differiscono anche in base all’inquadramento e alle mansioni del lavoratore.

Per rispondere ai dubbi che riguardano ogni singola situazione, quindi, bisogna consultare il contratto collettivo del settore di appartenenza; in questa guida proveremo invece a fare chiarezza su alcuni elementi che accomunano i permessi Rol tra i vari settori, come ad esempio sulla possibilità per cui questi possano essere monetizzati quando non goduti.

I Rol sono obbligatori?

Prima di tutto va chiarito che i Rol non sono obbligatori. Non necessariamente, dunque, un contratto collettivo deve prevedere tale strumento.

D’altronde, la nota ministeriale n. 8489 del 27 giugno 2007 precisa che “il mancato rispetto degli accordi così stabiliti non contempla alcuna ipotesi sanzionatoria, né penale né amministrativa”.

Tuttavia, qualora il Ccnl li preveda, allora il datore di lavoro non potrà esimersi dal garantirne il diritto ai propri dipendente, nel rispetto delle regole dettate dallo stesso contratto.

Quanti giorni di permesso spettano al dipendente

I Rol - acronimo di riduzione orario di lavoro - sono dunque dei permessi che il dipendente matura ogni mese e di cui può usufruire in caso di necessità senza perdere la retribuzione.

Come anticipato, è il Ccnl di riferimento a determinare la quantità di permessi ai quali ha diritto il lavoratore ogni anno in misura variabile a seconda dell’inquadramento e delle mansioni del lavoratore dipendente. Non è detto, dunque, che voi abbiate diritto allo stesso numero di Rol dei vostri colleghi.

È il Ccnl di riferimento anche a disciplinare le modalità di maturazione: quindi per sapere quante ore di permesso retribuito maturate solitamente ogni mese dovete consultare il vostro contratto.

I Rol spettano sia ai dipendenti con contratto a tempo determinato che indeterminato, ma solo se impiegati full time (quindi per 8 ore al giorno).

Prendiamo come esempio il Ccnl Terziario: nell’articolo 140 viene stabilito che il dipendente ha diritto a 56 ore di permesso ogni anno - se impiegato in un’azienda con un massimo di 15 dipendenti - che aumentano a 72 ore annuali per le aziende con più di 15 dipendenti.

I Rol a disposizione sono indicati in busta paga, e solitamente vengono conteggiati in ore. Bisogna consultare la busta paga, dunque, se si vogliono avere informazioni sui permessi maturati fino al mese di riferimento, come pure su quelli eventualmente già “goduti”.

Come maturano e come utilizzare i Rol

Ci sono due diverse modalità di utilizzo dei Rol:

  • la prima riconosce al dipendente la possibilità di fruirne individualmente - in base al numero di permessi maturati - sia in modalità giornaliera che oraria. Si può prendere dunque un intero giorno di permesso, oppure astenersi solamente per qualche ora;
  • la seconda è il caso in cui l’azienda preveda una fruizione collettiva dei Rol; in questo caso la riduzione dell’orario riguarda tutti i lavoratori, o comunque quelli impiegati in un determinato settore dell’azienda.

Va detto, però, che negli anni si è affermata la prassi per cui il datore di lavoro non è obbligato a concedere il giorno di permesso qualora il dipendente non abbia ancora maturato la quantità di Rol necessaria.

La maturazione dei Rol avviene con le stesse modalità delle ferie, ossia in ratei mensili (a seconda di quanto previsto dal Ccnl di riferimento); ogni mese quindi il lavoratore matura un determinato monte ore di Rol dei quali può usufruire a partire dal mese successivo.

Quando il dipendente usufruisce individualmente del Rol il datore di lavoro deve darne comunicazione segnalando il permesso sul libro paga, indicandone la natura.

Quando scadono i Rol

Come anticipato, i Rol hanno una scadenza. Solitamente questi permessi scadono dopo 12 o 24 mesi dalla loro maturazione, e decorso questo termine il lavoratore non può più beneficiarne. Tuttavia i singoli Ccnl possono prevedere delle scadenze differenti, quindi è opportuno leggere attentamente il contratto a cui si fa riferimento.

Ciò non significa che i Rol vengano persi: infatti il datore di lavoro ha l’obbligo di pagare i Rol non goduti nella busta paga successiva alla scadenza (come previsto dalla maggior parte dei Ccnl).

Ad esempio, molti contratti collettivi fissano la scadenza dei Rol al 31 dicembre dell’anno di maturazione, altri al 30 giugno di quello successivo; dalla scadenza prevista, dunque, dipende la data di pagamento di eventuali permessi non goduti.

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