Evergrande è inadempiente per Fitch: Cina in piena crisi immobiliare?

Violetta Silvestri

9 Dicembre 2021 - 12:44

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L’agenzia di rating Fitch ha declassato Evergrande a inadempiente, mettendo in evidenza quanto la crisi immobiliare in Cina non sia risolta: cosa aspettarsi e cosa rischia Pechino.

Evergrande è inadempiente per Fitch: Cina in piena crisi immobiliare?

Le obbligazioni estere di China Evergrande sono in default: questo il giudizio di Fitch, la prima agenzia di rating a declassare lo sviluppatore a inadempiente, dopo che che non è riuscito a effettuare un pagamento di interessi cruciale questa settimana.

Nella sua nota su Evergrande, Fitch ha affermato che lo sviluppatore non ha risposto alla sua richiesta di conferma sui pagamenti dei coupon del valore di $82,5 milioni che erano dovuti il ​​mese scorso, con il periodo di grazia di 30 giorni che si è concluso questa settimana. “Stiamo quindi assumendo che non siano stati pagati”, ha sottolineato l’agenzia.

Quanto è grave la crisi immobiliare cinese e cosa rischia davvero Pechino?

Evergrande è inadempiente: cosa significa il giudizio Fitch

C’è un fatto nuovo a scuotere la già complessa situazione del settore immobiliare cinese.

Gli sviluppatori China Evergrande Group e Kaisa Group sono stati declassati al grado di “inadempienza limitata” dall’agenzia di rating Fitch a causa del mancato pagamento delle obbligazioni offshore, mentre una fonte ha affermato che Kaisa starebbe lavorando sulla ristrutturazione dei suoi 12 miliardi di dollari di indebitamento.

I declassamenti sono stati annunciati anche se nessuna delle sue società ha proclamato ufficialmente un default.

Secondo Fitch, un’insolvenza ristretta si verifica quando c’è il segnale che un emittente è in debito, ma non ha avviato processi di liquidazione come la dichiarazione di fallimento e rimane quindi in attività.

Da sottolineare, la crisi del debito di Evergrande ha paralizzato per mesi i mercati obbligazionari internazionali, dai quali il colosso ha preso in prestito somme importanti e ora ha circa $19 miliardi in sospeso.

Il colosso ha perso una serie di pagamenti di interessi dalla fine di settembre, ma fino a questa settimana aveva evitato l’insolvenza trasferendo le somme dovute prima della fine dei periodi di grazia di 30 giorni.

Il presidente del gruppo Hui Ka Yan ha resistito alle pressioni per raccogliere denaro attraverso la vendita rapida dei migliori beni dello sviluppatore fortemente indebitato, tra cui terreni, progetti di riqualificazione urbana nel Delta del Fiume delle Perle - la prospera regione della Cina meridionale intorno a Hong Kong - e l’ unità di gestione immobiliare della società.

Intanto, Evergrande possiede quasi 800 progetti avviati in tutta la Cina, molti dei quali finanziati con pagamenti anticipati da acquirenti di case.

I governi locali hanno bloccato i depositi degli acquirenti di immobili e altri fondi per garantire che i progetti Evergrande nella loro giurisdizione siano completati e gli appaltatori pagati in tempo.

Il ruolo centrale del gruppo nel mercato immobiliare cinese pone comunque seri rischi politici per i funzionari incaricati di gestirne la ristrutturazione, sottolineando l’urgente necessità di nuovi finanziamenti.

L’ultima mossa di Pechino è stata quella della banca centrale che lunedì ha liberato $188 miliardi di liquidità nel sistema finanziario, nel tentativo di compensare un potenziale panico derivante dalla crisi del debito di Evergrande.

Cina a rischio per colpa di Evergrande?

Analisti ed esperti si interrogano ancora su cosa rischia la Cina in caso di default del colosso.

Il panico degli investitori e degli acquirenti di case potrebbe riversarsi nel mercato immobiliare e colpire i prezzi, incidendo sulla ricchezza e sulla fiducia delle famiglie. Potrebbe anche scuotere i mercati finanziari globali e rendere più difficile per altre società cinesi continuare a finanziare le proprie attività con investimenti esteri.

Il New York Times ricorda che scrivendo sul Financial Times alla fine di agosto, l’investitore miliardario George Soros ha avvertito che un default di Evergrande potrebbe causare il crollo dell’economia cinese.

Chen Zhiwu, professore di finanza presso l’Università di Hong Kong, ha affermato che un fallimento potrebbe comportare una stretta creditizia per l’intera economia poiché le istituzioni finanziarie diventano più avverse al rischio.

Bruce Pang, economista di China Renaissance Securities, ha dichiarato che un default potrebbe invece gettare le basi per un’economia più sana in futuro.

La Cina, comunque, resta vigile sulla complessa vicenda del settore immobiliare.

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