Europee: «Il voto a Grillo non è solo inutile: è dannoso». Intervista a Gianfranco Miccichè, capolista Forza Italia circoscrizione Isole

Valentina Brazioli

17/05/2014

Gianfranco Miccichè, capolista di Forza Italia per la circoscrizione Isole in queste elezioni europee, ci racconta in un’intervista qual è la situazione del suo partito in Sicilia, cosa pensa dell’operazione Mare Nostrum e quanto, a suo avviso, dobbiamo temere il dilagare del cosiddetto voto di protesta.

Europee: «Il voto a Grillo non è solo inutile: è dannoso». Intervista a Gianfranco Miccichè, capolista Forza Italia circoscrizione Isole

Gianfranco Miccichè, lei è capolista di Forza Italia per la circoscrizione Isole in questa tornata elettorale europea, ma soprattutto è l’indimenticato autore di quel 61 a 0 del 2001, quando da coordinatore regionale riuscì a far aggiudicare tutti i collegi uninominali al suo partito. Tredici anni dopo, quali sono le sue aspettative?

Dai tempi di quel 61 a 0 è cambiato molto in Forza Italia, le condizioni sono profondamente diverse, sia in Italia che in Sicilia. Comunque, essendo andati via coloro che avevano fatto sprofondare il nostro partito al 12 per cento, spero che Forza Italia possa davvero crescere nei risultati. Il nostro obiettivo, anche a livello regionale, è di raggiungere circa il 20 per cento.

La disoccupazione giovanile è sicuramente uno dei temi più ricorrenti in questa campagna elettorale, e questo fenomeno è drammaticamente presente anche in Sicilia, dove si stima che più di un ragazzo su due sia senza lavoro. Teme che questa situazione possa tradursi in un voto di protesta tutto a vantaggio del Movimento 5 stelle?

Sono certo che sarà così. Secondo me Grillo supererà quota 30 per cento, e questo anche causa della disperazione infinita che attanaglia molti giovani in Sicilia. In questi casi, purtroppo, non si riflette, anche se la protesta non è mai risolutiva. Il voto a Beppe Grillo non è solo inutile: è dannoso, perché la politica è fatta di proposte serie da portare avanti all’interno dei grandi gruppi parlamentari, nazionali e comunitari, e di grandi lotte da intraprendere. In Europa, un gruppetto di deputati del Movimento 5 stelle, con i loro show e un leader comico, come può sperare di ottenere qualche risultato?

Molti accusano il Governo Renzi di essere in completa balìa della sua componente tosco-emiliana, e di non prestare abbastanza attenzione al Meridione. Lei che cosa ne pensa?

Ho visto le contestazioni a Renzi in occasione del suo comizio nel napoletano: è evidente che non aveva alcuna argomentazione, nessuna idea di cosa avesse di fronte. E’ un problema tipico di chi punta tutto sull’immagine personale. Questo tipo di candidati, infatti, non viene mai a Palermo per la campagna elettorale, e quindi non conosce, ad esempio, i danni che i Comuni siciliani hanno subito in materia di pesca e agricoltura. Per questo sono come pesci fuor d’acqua, e poi si stupiscono se la gente gli grida “buffone”. Evidentemente Renzi non conosce la situazione al Sud, sicuramente anche a causa delle persone che lo circondano.

La Sicilia è la vera frontiera d’Europa nel Mediterraneo, e affronta quasi quotidianamente il problema dello sbarco e dei soccorsi agli immigrati. Cosa pensa dell’operazione Mare Nostrum e, più in generale, di come l’Europa tratta la questione dell’immigrazione clandestina?

Sarò chiarissimo: o l’immigrazione diventa un problema solo europeo, e non “anche” europeo o l’Italia ha il dovere di dare il via alle operazioni di respingimento. E’ l’unica via per fare in modo che questi immigrati non muoiano in mezzo al mare, perché convinti che ci siano gli italiani sempre pronti ad andarli a ripescare. Oltretutto, l’operazione Mare Nostrum ha costi ormai insostenibili, soprattutto in un momento in cui lo Stato non riesce neanche ad aiutare le famiglie che non arrivano a fine mese.

In una tornata elettorale che molti già preconizzano come caratterizzata dal forte astensionismo, qual è il vero nemico di Forza Italia? Il voto di protesta o il Nuovo centrodestra?

Il voto di protesta non è nemico di nessuno, è solo il frutto di determinate contingenze. Il pericolo reale è Beppe Grillo, e non solo per Forza Italia ma per tutti quanti. Quello che dice Berlusconi, e cioè che se Grillo prende il potere diventerà un dittatore, è un rischio davvero forte, e la gente deve rendersene conto.