Forexinfo intervista Gustavo Piga, prof. di economia, candidato alle europee 2014 con Scelta Europa. Piga prevede per l’Italia la vittoria della rabbia e dei voti inutili, ma annuncia che il suo viaggio è solo all’inizio
A settembre Forexinfo ha intervistato il prof. Piga in qualità di Presidente dell’associazione Viaggiatori in Movimento (Qui per leggere: Viaggiatori in Movimento, nascerà un partito per piccole imprese e giovani). Adesso lo ritroviamo come candidato nella circoscrizione dell’Italia centrale per Scelta Europea il partito che riunisce i Liberali democratici. (Leggi il programma e la lista completa dei candidati per Scelta Europea).
Se non sbaglio Lei ha sempre avuto un atteggiamento molto critico nei confronti dell’austerità imposta da Bruxelles, quindi Le chiedo: perché ha deciso di candidarsi con partiti che sostengono Guy Verhofstadt e il tipo di politiche che Lei solitamente critica?
Intanto le preciso che non sono più Presidente dei Viaggiatori: nel nostro movimento abbiamo la regola di subentro automatico dopo 1 anno di un nuovo socio, possibilmente alternando il genere e quindi abbiamo eletto Rosella Castellano, anche lei candidata per Scelta Europea nel collegio del Sud d’Italia. Nel logo dei Viaggiatori in Movimento, due anni fa, abbiamo scelto di scrivere Liberali e Democratici e nel logo di Scelta Europea c’è scritto Liberali democratici europei. Sono quelli i valori che ci accomunano, soprattutto il richiamo al liberalismo – così diverso dal liberismo che implica meno Stato nell’economia – e cioè alla centralità della libertà di scelta di persone, imprese ed associazioni che può essere tale solo se protetta e tutelata da uno Stato presente, vigile ed efficace. In una recessione come quella che attraversiamo, che uccide, marginalizza o fa fuggire piccoli imprenditori e giovani levandogli qualsiasi libertà di scelta, uno Stato liberale si adopera per sostenerli e proteggerli. Quello che – in breve – mi ha portato alla candidatura è stata una richiesta di Bruno Tabacci e del Centro Democratico, di far parte della federazione di partiti accomunati dal nome di Scelta Europea che si uniscono attorno al Manifesto di Guy Verhofstadt per gli Stati veramente Uniti di Europa, uniti dalla solidarietà reciproca.
- L’Italia, come altri paesi dell’Unione, ha particolarmente sofferto la crisi economica. La disoccupazione è aumentata, le imprese falliscono e molte famiglie sono oggi molto più povere di pochi anno fa. Di molte di queste problematiche viene incolpata l’Unione europa. In questo scenario i partiti antieuropeisti stanno trovando terreno fertile, Lei pensa che questa situazione possa tradursi in un voto di protesta a favore del Movimento 5 stelle o degli altri partiti contro l’Europa? Con questo malcontento e sfiducia diffusa nei confronti dell’Europa, un partito come il suo, come pensa si possa arginare il voto di rabbia e la forte propensione all’astensione?
Con quello che ho fatto in questa campagna elettorale: andando in giro a parlare con la gente, imprenditori e non, a spiegare che le imprese falliscono e le famiglie si sono impoverite per l’austerità che Bruxelles ci ha imposto e che i nostri Governi hanno dovuto mediocremente assecondare. La rabbia non si argina, bisogna solo trasformarla in qualcosa di costruttivo, ma le persone hanno bisogno di risposte e proposte concrete, non della vuota ma fascinosa retorica che siamo abituati a sentirci raccontare. Con tutti quelli che si fermano ad ascoltare nasce un bel confronto, che ci arricchisce reciprocamente. Ho messo una pulce nell’orecchio a tantissimi: bisogna cambiarla quest’Europa, non scappare da un’Unione o una moneta che è l’unico argine allo strapotere geopolitico di Stati Uniti e Cina.
- In Europa negli ultimi mesi, si è fortemente diffusa anche la propaganda contro la moneta unica, penso ad esempio al successo di Marie Le Pen in Francia. Anche in Italia la battaglia contro l’euro sta registrando tra gli elettori un seguito mai avuto prima. Da europeista convinto, questo fenomeno le fa paura? E’ davvero tutta colpa dell’euro?
Assolutamente no, la colpa non è dell’euro. La colpa – mi spiace ripetermi – è dell’austerità che ci è stata dettata dall’Unione Europea, in modo così ottuso e cieco nei confronti della realtà. Chi guarda all’euro come al principale responsabile pecca di miopia: la responsabilità è sempre delle persone. E, dunque, se non guarda il nemico negli occhi ma se la prende con un capro espiatorio, come l’euro, il nemico rientrerà dalla porta di servizio. E’ già successo: dopo l’uscita nel 1992 dal serpente monetario europeo della lira, Giuliano Amato si sentì in obbligo di fare la più dura manovra fiscale mai conosciuta per rassicurare l’Europa che non eravamo così monelli. E l’effetto della svalutazione svanì nel nulla. Il problema non è dell’euro ma della politica, che attualmente non mette al centro la persona, i suoi drammi e i suoi problemi.
- Mi dica le prime tre riforme per le quali per Scelta Europea, si batterà in Europa.
Riservare come negli Stati Uniti il 25% degli appalti pubblici alle piccole imprese europee. Creare una Autorità Anti Corruzione Europea che sostituisca le deboli autorità dei singoli Paesi dove attecchisce questo male illiberale. Arrestare l’ottusa austerità con una moratoria sull’idiotico Fiscal Compact che uccide la solidarietà europea e dunque la possibilità di far nascere gli Stati Uniti di Europa.
- In breve, perché un elettore, il 25 maggio, dovrebbe barrare il simbolo di Scelta Europea?
Perché non bisogna avere paura e votare in maniera “utile”: il voto utile è quello che non va sprecato ed è quello che premia una lista che si batte per far tornare l’Italia e l’Europa dentro quel progetto di pace e sviluppo per cui era nata. E perché sono le politiche liberali possono farci uscire dalla sabbia mobile in cui siamo affondati all’interno del nostro Paese. Politiche a protezione di tutti coloro in posizione di debolezza e discriminati ma che per il loro talento, la loro bellezza o la loro dignità meritano una possibilità che non sia quella di sparire per sempre: i giovani, i ricercatori, le donne, le piccole imprese, il patrimonio culturale ed il territorio, i nostri carcerati ed i loro 3 metri quadri di spazio in cui è impossibile leggere un libro.
- Quali sono le sue aspettative circa il risultato di Scelta Europea alle elezioni del 25 maggio?
A livello Europeo credo andrà bene, in Italia prevarranno rabbia e voti inutili purtroppo, ma spetta a noi rimboccarci le maniche e far crescere il nostro progetto politico: c’è tantissima gente che ha bisogno di essere rappresentata da persone come noi, devono solo conoscerci ancora di più. Ma il mio Viaggio è cominciato e certamente non ho nessuna intenzione di arrestarlo.