Euro forte? Non più. Cambio EUR/USD verso i minimi della scorsa estate?

Federica Agostini

10 Luglio 2013 - 09:07

Euro forte? Non più. Cambio EUR/USD verso i minimi della scorsa estate?

Da tempo gli analisti prevedevano un ribasso dell’Euro contro il Dollaro statunitense e, alla fine, pare che questo momento sia arrivato visto che la moneta unica è sotto forti pressioni di vendita e gli scambi hanno raggiunto i livelli minimi degli ultimi tre mesi.

A fare la differenza, secondo gli analisti, è il fatto che la BCE abbia preso l’impegno chiaro di mantenere tassi di interesse bassi per lungo tempo.

Dopo la notizia del downgrade del rating italiano a BBB (da BBB+) apportata da Standard&Poor’s, il cambio Euro/Dollaro ha toccato un minimo di tre mesi a 1.2754, spinto anche dalle notizie sulle dichiarazioni di Joerg Asmussen (membro del consiglio BCE) che avrebbe detto che i tassi di interesse rimarranno bassi per un periodo superiore ai 12 mesi.

BCE e FED: percorsi divergenti

Sebbene la BCE abbia poi diramato una dichiarazione in cui si spiega che il messaggio di Asmussen è stato frainteso, secondo gli strategist forex, la situazione sottolinea la divergenza negli approcci tra Federal Reserve e politica monetaria in Europa.

A questo proposito, Kathy Lien, CEO BK Asset Management, commenta: «Il punto è la divergenza nella politica monetaria ed è questo che porterà l’Euro verso il basso, insieme alla sterlina». Se, infatti, da una parte c’è la Fed che intende chiudere il rubinetto degli aiuti, dall’altra ci sono Bank of England e Banca Centrale Europea che promettono di mantenerlo aperto a lungo.

Draghi e la forward guidance: l’effetto sul cambio Euro/Dollaro

La scorsa settimana Draghi ha adottato la strategia della forward guidance quando ha annunciato che i tassi di interesse della BCE rimarranno ai livelli attuali (0.5%) o inferiori per un periodo esteso di tempo.

Gli ultimi tre mesi dell’euro:

Euro forte? Non più

Secondo Credit Agricole, il cambio Euro/Dollaro potrebbe continuare ad essere venduto sui rally. Questo, si legge in una nota, diventa particolarmente vero quando si pensa al fatto che Asmussen abbia recentemente sottolineato che la forward guidance si estende oltre i 12 mesi.

Nelle ultime settimane, le principali valute dei mercati emergenti hanno perso quota contro il Dollaro, date le aspettative per il possibile «tapering» da parte della Fed.

Nel contesto di volatilità dei mercati valutari, l’Euro ha avuto performance relativamente positive. Attualmente, contro il dollaro, la moneta unica ha perso i 4.8% rispetto alla metà di giugno e, secondo molto analisti c’è la possibilità che nelle prossime settimane arrivi a toccare 1.25, con una caduta di altri 2 punti percentuali. Se così fosse, l’Euro arriverebbe ai livelli più bassi dallo scorso settembre 2012.