EssilorLuxottica: Del Vecchio accende lo scontro con i francesi e il titolo crolla

Leonardo Del Vecchio si scaglia contro Essilor accusando i francesi di non rispettare gli accordi. Il titolo EssilorLuxottica soffre in Borsa

EssilorLuxottica: Del Vecchio accende lo scontro con i francesi e il titolo crolla

Del Vecchio contro Essilor: è guerra interna in casa EssilorLuxottica. Il matrimonio tra l’azienda italiana specializzata in montature di occhiali e quella francese delle lenti sembra dare i primi segnali di crisi dopo il Consiglio di amministrazione svoltosi con lo scopo di avviare le procedure per la designazione dell’amministratore delegato del gruppo.

Ad alimentare lo scontro è Leonardo Del Vecchio che ha diffuso un duro comunicato stampa contro i partner francesi, accusando Essilor del mancato rispetto degli accordi.

Intanto il titolo EssilorLuxottica soffre in Borsa e al momento della scrittura scambia a 99,96 euro, arrivando a perdere il 4,80%.

Del Vecchio ai francesi

Volano pesanti accuse contro Essilor in un comunicato stampa diffuso dal patron di Luxottica, Leonardo De Vecchio, all’indomani del Cda convocato per avviare il percorso che porterà alla scelta del nuovo amministratore delegato del gruppo italo-francese.

In particolare, nella nota, si legge che l’azienda d’oltralpe non starebbe rispettando l’Accordo di Combinazione del 2017, alla base della fusione tra le due società: Delfin, la holding che fa capo a Del Vecchio, avrebbe notato

“comportamenti di alcuni rappresentanti di Essilor che meriterebbero l’adozione immediata di misure appropriate da parte del Consiglio, poiché contrari al dovere di leale cooperazione e buona fede”.

Le accuse contro Essilor

Non solo: tali comportamenti rappresenterebbero una violazione sia dell’Accordo di Combinazione che delle regole di governance del gruppo.

Nonostante tutto, il fondatore di Luxottica sottolinea di credere ancora

“nell’enorme valore industriale del progetto di integrazione tanto da aver accettato una limitazione al 31% dei suoi diritti di voto e, per un “periodo iniziale” che termina nella primavera del 2021, anche pari poteri e pari rappresentanza nel Consiglio di Amministrazione per Delfin ed Essilor”.

Secondo Del Vecchio, in questa prima fase di transizione, i francesi

“hanno deliberatamente impedito a Delfin anche di rivendicare la sua quota paritaria di autorità aziendale insita nel principio concordato degli “uguali poteri””

La scelta dell’amministratore delegato

Non sarà un caso che la dura nota di Del Vecchio arriva poche ore dopo la riunione del Cda, chiamato ad avviare l’iter per la nomina del nuovo ad, come stabilito tra Essilor e Luxottica in fase di fusione.

Il percorso per individuare il top manager che guiderà il gruppo prevede, infatti, che sul tavolo del board arrivi una proposta frutto di una scelta effettuata dal comitato nomine del gruppo che si avvarrà di una società di headhunter. Quest’ultimo avrebbe dovuto essere indicato proprio nel Cda di ieri.

Del Vecchio non ha mai nascosto di auspicare che alla guida di EssilorLuxottica possa arrivare il suo fidato Francesco Milleri, Ceo del gruppo italiano.

Del Vecchio pronto a portare Essilor in tribunale?

Sembrano lontani i commenti carichi di entusiasmo di appena pochi giorni fa, quando i vertici di Essilor e Luxottica commentavano i primi risultati finanziari post fusione.

Ora tutto sembra essere cambiato e la nota di Del Vecchio sembra avere tutta l’aria di una dichiarazione di guerra, tant’è che fa sapere di essere pronto a risolvere il conflitto interno in tribunale.

“Delfin si riserva di intraprendere tutte le azioni che riterrà necessarie o appropriate per proteggere il suo interesse, quello di EssilorLuxottica e di tutti i suoi stakeholder”

si legge infatti nel comunicato stampa.

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