Epatite C: la cura esiste, ma costa troppo. La lobby farmaceutica condanna i pazienti più poveri

Trovato un farmaco che guarisce i malati di Epatite C, ma costa troppo. Governi contro la lobby farmaceutica. Il rischio è che possano accedere alla cura solo i ricchi

La cura finalmente è arrivata e ha del miracoloso. Perché? Perché riesce a guarire il 90% dei malati di epatite C. Una notizia stupenda, che dà speranza a migliaia e migliaia di persone. Ma, ed è un ma grosso quanto una casa, c’è un ostacolo enorme da superare.

Il farmaco costa troppo, circa 280 volte il costo di produzione.

Epatite C: arrivata la cura
Si chiama Sovaldi ed è una terapia efficacissima, a base di interferone, che riduce gli effetti collaterali previsti dalle cure attualmente in uso. Una rivoluzione che potrebbe cambiare il mondo e guarire uno degli spauracchi del XXI secolo.

Il problema è che una delle molecole contenute all’interno del farmaco costa tantissimo, un prezzo assolutamente insostenibile per la maggior parte dei sistemi nazionali sanitari europei.

Il rischio è dunque che a poter accedere al trattamento siano solamente i paesi, e di conseguenza i pazienti, più ricchi, lasciando a loro destino coloro che non potranno permettersela.

Le proteste francesi
Il farmaco Sovaldi è stato brevettato dal laboratorio americano Gilead. Ed è proprio a questo che le Nazioni Europee, Francia in primis,hanno rivolto la richiesta di ridurre il prezzo della cura, fissato negli USA a 84mila dollari per 12 settimane di terapia.

Un’enormità per la maggior parte delle persone e degli Stati. I cugini transalpini hanno infatti sottolineato che, per garantire a tutti i malati la cura, il Governo dovrebbe sborsare 1,7 miliardi di euro l’anno, il 7% dell’interno sistema sanitario nazionale.

A Parigi infuria la polemica per quella che è stata definita da Frédéric Van Roekeghem, direttore generale di una delle principali mutue francesi, «una vera e propria rapina delle lobbies farmaceutiche».

Per questo, molti Stati Membri, tra cui l’Italia, hanno chiesto un intervento dei vertici dell’Unione Europea atto ad abbassare il prezzo:

«Si tratta di un prezzo estremamente elevato che compromette i nostri bilanci sanitari»

si legge nella dichiarazione congiunta firmata da 15 Paesi comunitari. Per la prima volta dunque, l’Europa unita si mobilità per contrastare lo strapotere delle case farmaceutiche con lo scopo di salvare la vita ai propri cittadini affetti dalla malattia.

Secondo i dati, in Francia sono 250mila le persone affette da Epatite C a fronte di 5mila contagi e 3mila decessi l’anno.

Proprio per questo motivo, un gruppo di deputati ha deciso di scrivere al presidente della filiale francese di Gilad, Michel Joli, per richiedere un suo intervento e far sì che il prezzo del farmaco venga ridotto.

Joli, dal canto suo, ha risposto che nel prezzo sono incluse le spese di ricerca e sviluppo, ma, come sottolineano molte organizzazioni di settore, queste non giustificano un costo così elevato, tanto più se si considera che Gilead sta già recuperando parte di quanto investito e prevede di guadagnare nel 2014, attraverso Sovaldi, 3 miliardi di dollari solo negli USA.

Ma per le migliaia di persone contagiate dall’Epatite C c’è ancora una speranza: i negoziati tra il laboratorio statunitense e i governi europei sono ancora in corso, ma questi ultimi hanno un asso nella manica: entro il 2015 infatti dovrebbero arrivare molecole simili che riescono a combattere la malattia. A quel punto, il regime di concorrenza dovrebbe calmierare, e di parecchio, il prezzo della cura.

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