Eni sospende l’ipotesi di una vendita di Saipem a causa delle condizioni di mercato sfavorevoli: precedenza al segmento Gas & Power di cui si studiano le modalità di cessione.
Sempre più atteso il nuovo piano industriale che Eni presenterà a Londra il prossimo 13 Marzo. Sarà questa l’occasione in cui si concretizzeranno le intenzioni manifestate dal nuovo Ad Claudio Descalzi che, la scorsa primavera, aveva segnalato la necessità di concentrare le attività del colosso energetico italiano (attuale quotazione di Eni a 15,61 euro, con una variazione del -0,51% - rilevazione delle 11.11) sulle attività di esplorazione e produzione, procedendo alla dismissione di comparti meno redditizi che non costituivano il core business della società.
Nonostante lo scorso luglio fosse stata reso pubblico il progetto di cedere Saipem, la società petrolifera di cui Eni controlla il 43%, ritenuta non più strategica, l’interruzione del gasdotto South Stream prima e il calo vertiginoso del prezzo del petrolio poi, hanno determinato il crollo delle azioni di Saipem e la conseguente decisione di rimandarne la vendita a data da destinarsi, ovvero a quando il mercato presenterà condizioni più favorevoli per la cessione.
Secondo fonti di agenzia, all’archiviazione della vendita di Saipem (attuale rilevazione di Saipem a 8,89 euro con variazione del +1,13% - rilevazione delle 11.13) corrisponderebbe un rinnovato interesse di Eni nella cessione del segmento Gas & Power di cui la società sta valutando le possibili modalità di dismissione insieme a Goldman Sachs.
Tra le possibili alternative in fase di valutazione ci sarebbero lo spin off della divisione, ovvero la creazione di una società autonoma da quella che è, al momento attuale, solo una divisione di Eni oppure la vendita della base clienti di Eni per le forniture di gas e elettricità.
Anche se sarà la presentazione del prossimo piano industriale a chiarire la questione, dal momento che Eni non ha commentato ufficialmente queste indiscrezioni, l’ipotesi più accreditata sembra la prima: Eni procederebbe allo scorporo della divisione Gas & Power con l’obiettivo di alienare una quota di minoranza di essa, attraverso una quotazione in borsa.
L’IPO di Eni Gas & Power potrebbe avvenire all’inizio del 2016 e consentirebbe di sostenere i dividendi del 2015 che saranno sensibilmente ridotti a causa del calo del prezzo del petrolio, fattore quest’ultimo che ha determinato il conseguente calo della redditività delle cedole ENI.
Il segmento Gas&Power del cane a sei zampe comprende tutte le attività di approviggionamento e vendita di gas naturale, come anche la produzione e la vendita di energia clienti. Eni Gas & Power vanta, per il gas naturale, più di 2600 clienti tra grandi imprese, produttori di energia elettrica e grossisti e circa 8 mln di famiglie, professionisti e piccole medie imprese. A questi si aggiungono altri 2 mln di clienti europei e i diritti di trasporto che la società detiene in territorio europeo.
Nel 2013 Eni ha venduto 93 miliardi di metri cubi di gas, di cui 57 all’estero e ha prodotto complessivi 5,2 gW di energia elettrica attraverso 7 centrali dislocate sul territorio italiano.
Nel 2013 la divisione Gas & Power ha prodotto ricavi per 32,1 mld di euro e perdite per 246 mln di euro, sulle quali pesano però svalutazioni per 1,68 mld.