Emilia Romagna, in arrivo reddito di solidarietà: 400 euro ai più poveri, ecco come funziona

Il reddito di solidarietà è legge in Emilia Romagna: 400 euro al mese ai più poveri con l’impegno di partecipare a percorsi di inserimento lavorativo. Ecco come funziona.

Il reddito di solidarietà in Emilia Romagna è diventato legge.
E’ stata approvata ieri dall’Assemblea legislativa la legge regionale «Misure di contrasto alla povertà e di sostegno al reddito», proposta dalla maggioranza Sel e Pd, che introduce un bonus di 400 euro mensili destinato a tutti i nuclei familiari che si trovino in situazioni di difficoltà economica.
Lo strumento, secondo le prime stime, potrebbe interessare circa 80mila persone corrispondenti a 35mila nuclei familiari residenti in Emilia Romagna. In base ai dati diffusi dall’Università di Modena e Reggio Emilia lo scorso ottobre, tra i beneficiari del sostegno ci sarebbero soprattutto famiglie composte da giovani coppie con tre o più figli a carico, single, anziani con bassissimo reddito e che nel complesso rappresentano quasi il 2% dei nuclei residenti in regione.
L’erogazione del reddito di solidarietà è subordinata alla sottoscrizione e accettazione, da parte del beneficiario, di un progetto di inserimento lavorativo e sociale.
Vediamo di seguito come funziona il nuovo reddito di solidarietà e quali sono i requisiti per poter ottenere il sussidio.

Reddito di solidarietà Emilia Romagna: chi può ottenerlo? Requisiti
Il reddito di solidarietà è destinato ai nuclei familiari, anche unipersonali, di cui almeno un componente sia residente in Emilia-Romagna da almeno 24 mesi, che abbiano un Isee corrente inferiore o uguale a 3mila euro. Qualora all’interno del nucleo familiare ci fossero componenti che percepiscano altri trattamenti economici di natura previdenziale, indennitaria e assistenziale, è richiesto che il valore complessivo degli stessi nel mese antecedente la richiesta sia inferiore a 600 euro mensili.
Il reddito di solidarietà è incompatibile con l’erogazione di ammortizzatori sociali a favore di ciascun membro del nucleo familiare: non potranno quindi rientrare tra i beneficiari della misura coloro che percepiscono Naspi, Asdi o altro sussidio di disoccupazione.

Reddito di solidarietà: come funziona?
Le famiglie che rispettino i requisiti previsti per l’ottenimento del reddito di solidarietà, possono fare domanda di accesso al sussidio accompagnandola con un progetto di attivazione sociale e inserimento lavorativo, che sia concordato e sottoscritto dai componenti maggiorenni del nucleo familiare, dal referente del Servizio sociale territoriale del Comune competente e, in caso di proposte per l’inserimento lavorativo, dal Centro per l’impiego.
Il reddito di solidarietà, infatti, prevede l’erogazione di un sussidio mensile a fronte dell’impegno da parte del nucleo familiare a partecipare a progetti di inclusione lavorativa e sociale.
I nuclei familiari che rientreranno tra i beneficiari del reddito di solidarietà, percepiranno un importo che può arrivare a un massimo di 400 euro mensili. L’erogazione del sussidio avrà una validità di 12 mesi trascorsi i quali il sostegno potrà essere richiesto non prima di altri 6 mesi.
Per ottenere il reddito di solidarietà dovrà essere presentata domanda da parte di uno dei componenti del nucleo familiare attraverso l’apposito modello. La domanda viene presentata al Comune territorialmente competente, e il sussidio viene erogato dai Servizi sociali del Comune.
Nel caso in cui i beneficiari non rispettassero le regole, la violazione delle stesse porterebbe alla decadenza dal beneficio.

Reddito di solidarietà e SIA: le differenze
Il reddito di solidarietà è, per ora, una misura a sostegno del reddito che riguarda solo i cittadini dell’Emilia Romagna. A livello nazionale esiste invece il SIA (sostegno per l’inclusione attiva) che non deve però essere confuso con il Res.
Mentre il SIA richiede ai fini dell’erogazione dell’importo la presenza all’interno del nucleo familiare di un minore, o di un figlio disabile, o di una donna in stato di gravidanza, il reddito di solidarietà amplia la platea destinando il sussidio anche a nuclei familiari unipersonali.

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