Elezioni amministrative Roma 2021: data, candidati e sondaggi

Il 2021 sarà l’anno delle elezioni amministrative a Roma: la possibile data, chi sono i candidati in corsa e cosa dicono i sondaggi in merito a un voto che si annuncia essere molto delicato anche per gli equilibri politici nazionali.

Elezioni amministrative Roma 2021: data, candidati e sondaggi

Sono iniziate da tempo le grandi manovre in vista delle elezioni amministrative a Roma, che coronavirus permettendo si svolgeranno nella tarda primavera del 2021. Un appuntamento questo capitolino che da tempo sta agitando le varie forze politiche.

Al momento l’unica certezza sembrerebbe essere quella di una nuova candidatura per Virginia Raggi che, dopo il via libera da parte di Rousseau a una modifica del regolamento interno, dovrebbe guidare ancora il Movimento 5 Stelle alla ricerca di un mandato bis.

Resta da capire quali saranno i rapporti tra i pentastellati e il Partito Democratico. C’è chi parla di una possibile intesa tra i giallorossi, ma nel frattempo nei dem la senatrice Monica Cirinnà ha annunciato la sua volontà di scendere in campo, mentre anche Carlo Calenda ha ufficializzato la sua candidatura dicendosi però contrario a eventuali primarie.

Chi da tempo nella capitale è in campagna elettorale è Matteo Salvini, con il centrodestra che ha scelto di puntare su candidato civico con l’ultima suggestione che è quella di Massimo Giletti, che però ha smentito l’eventualità, oltre alle sempre in auge Guido Bertolaso mentre Vittorio Sgarbi ha invece annunciato la sua presenza.

Non mancheranno comunque anche diversi candidati indipendenti in queste elezioni amministrative a Roma, con i sondaggi che fanno intendere come ci sarà comunque bisogno di un ballottaggio per eleggere il prossimo sindaco.

Elezioni amministrative Roma 2021: la data

Le elezioni amministrative a Roma si dovrebbero tenere nella tarda primavera del 2021. Mai come in questo caso il condizionale è d’obbligo per la data, vista la gravosa incognita a riguardo rappresentata dal coronavirus.

La tornata 2020 delle comunali infatti si è svolta nella inedita data del 20 e 21 settembre insieme alle regionali e al referendum, dopo che tutte queste votazioni erano state rimandate a causa della crisi sanitaria.

A meno di un peggioramento dell’emergenza Covid e di un nuovo lockdown, le urne a Roma per le amministrative si apriranno tra la fine di maggio e l’inizio giugno, con l’eventuale ballottaggio in programma dopo due settimane.

Queste amministrative si annunciano essere come un appuntamento molto delicato, visto che si voterà anche in città come Milano, Torino, Napoli e Bologna. Nel Lazio, sarà invece Latina l’altro comune capoluogo chiamato al voto.

La legge elettorale

Fatta eccezione per le regioni a statuto speciale dove possono esserci dei cambiamenti, la legge elettorale delle elezioni amministrative in Italia è di tipo stampo maggioritario per quanto riguarda l’elezione del sindaco, mentre la ripartizione dei consiglieri avviene in maniera proporzionale.

Essendo Roma un Comune con più di 15.000 abitanti, se nessun candidato al primo turno dovesse ottenere la maggioranza assoluta allora si procederà a un ballottaggio tra i due più votati. Nel caso si dovesse verificare una perfetta parità nel testa a testa, sarà eletto sindaco il candidato più anziano.

Per garantire la formazione di una maggioranza solida e di conseguenza una sostanziale governabilità, alle liste collegate al candidato sindaco risultato vincitore verrà attribuito il 60% dei seggi. I restanti posti nel Consiglio verranno poi assegnati alle altre liste in maniera proporzionale attraverso il “metodo D’Hondt”.

Alla divisione dei seggi, si andranno a eleggere nel totale 48 consiglieri escluso il sindaco, saranno ammesse tutte le liste e i gruppi di liste di candidati che avranno superato la soglia di sbarramento del 3% dei voti validi.

Per quanto riguarda le modalità di voto, nei comuni con più di 15.000 abitanti è ammesso il voto disgiunto, con l’elettore che potrà esprimere fino a due preferenze mantenendo però la parità di genere (un uomo e una donna).

I candidati

Nonostante le tante voci degli ultimi tempi, al momento per quanto riguarda queste elezioni amministrative a Roma sono poche le certezze per quanto riguarda i candidati, a iniziare dal destino dell’attuale sindaca.

Virginia Raggi infatti dopo aver sempre fatto intendere che la sua esperienza si sarebbe conclusa al termine di questa legislatura, adesso sembrerebbe essere pronta a correre per un secondo mandato.

Il Movimento 5 Stelle senza dubbio le è venuto incontro, con l’approvazione via Rousseau di una delega per un possibile terzo mandato visto che la Raggi, così come la Appendino a Torino, ha alle spalle già pure una legislatura come consigliera comunale.

Non mancano però le ipotesi di un patto con il Partito Democratico, che però difficilmente almeno al primo turno potrà sostenere direttamente l’attuale prima cittadina.

La strada per i demdovrebbe essere quella delle primarie, dove ci dovrebbe essere la senatrice Monica Cirinnà, ipotesi questa che non piace invece a Carlo Calenda che ha deciso di scendere in campo.

La palla ora passa al PD, che deve scegliere se tirare dritto nella strada delle primarie oppure appoggiare direttamente Calenda, che significherebbe al tempo stesso troncare ogni dialogo con i 5 Stelle.

Nel centrodestra Matteo Salvini ha da tempo riempito la città di cartelloni elettorali, con la Lega che vorrebbe issare la propria bandiera sul Campidoglio anche se l’ultimo vertice del centrodestra ha stabilito che il candidato della coalizione sarà un civico.

Chi piace al Carroccio e a Fratelli d’Italia è il giornalista Massimo Giletti, che però ha smentito una sua probabile candidatura, con gli altri nomi caldi per il centrodestra che sono Giancarlo Cremonesi, Aurelio Regina e il giornalista Nicola Porro.

Di recente però anche Silvio Berlusconi è intervenuto sul tema, proponendo di nuovo Guido Bertolaso che nel 2016 è stato a lungo candidato in pectore degli azzurri prima della virata su Alfio Marchini.

Candidature al momento indipendenti sono quelle di Andrea Bernaudo per i Liberisti Italiani e di Vittorio Sgarbi, con il critico d’arte che oltre dal suo Rinacimento è appoggiato anche dal movimento No Euro - Italia Libera.

Dovrebbe essere della partita anche Monica Lozzi, presidente del VII municipio che dopo aver detto addio al Movimento 5 Stelle adesso è passata tra le fila di Italexit, il nuovo partito di Gianluigi Paragone.

Chi invece ha già ufficializzato la sua presenza è Federico Lobuono, un giovane di soli venti anni che sarà il candidato della lista La Giovane Roma, formata interamente da ragazzi under 25.

I sondaggi

Anche se mancano ancora diversi mesi al voto, il primo sondaggio elettorale per queste elezioni amministrative a Roma è stato realizzato, tra il 28 e il 31 maggio, da Termometro Politico per Affari Italiani.

Stando all’indagine l’attuale sindaca del Movimento 5 Stelle sarebbe in testa tra i papabili amministratori per che più ispira fiducia: scorrendo le percentuali snocciolate dal sondaggio, si può vedere come Virginia Raggi (22,3%) sarebbe davanti in quanto a fiducia a Giorgia Meloni (20,0%) e Carlo Calenda (12,2%).

Stando a un sondaggio sempre realizzato da Termometro Politico e diramato in data 4 settembre da Affari Italiani, il 30,9% dei romani sarebbe favorevole a una nuova candidatura da parte di Virginia Raggi, a fronte di un 66,9% contrario e di un 2,2% che invece ha preferito non esprimersi.

Per avere un quadro maggiormente chiaro, si dovrà aspettare però di decifrare chi saranno i vari candidati e soprattutto la composizione delle coalizioni. Al momento, l’unica cosa che appare scontata è che occorrerà un ballottaggio per eleggere il prossimo sindaco di Roma.

Iscriviti alla newsletter

Money Stories