Elezioni Como 2022, la guida: data, candidati e sondaggi

Alessandro Cipolla

21/12/2021

22/12/2021 - 15:45

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La guida alle elezioni amministrative Como 2022: la possibile data del voto, chi sono i candidati in corsa, la legge elettorale con cui si eleggerà il sindaco e cosa dicono i sondaggi.

Elezioni Como 2022, la guida: data, candidati e sondaggi

Si scaldano i motori in vista delle elezioni amministrative Como 2022 che si terranno, a meno di un nuovo slittamento a causa del Covid, in tarda primavera anche se sulla data al momento regna ancora l’incertezza.

Al momento anche il futuro del sindaco Mario Landriscina sembrerebbe essere un interrogativo: l’attuale primo cittadino di centrodestra potrebbe ricandidarsi di nuovo, ma viste le tensioni interne non appare scontato un appoggio compatto da parte di tutti i partiti.

Nel centrosinistra invece il Partito Democratico ha già scelto di candidare la consigliera comunale Barbara Minghetti: adesso a Como i dem dovranno cercare di costruire una coalizione, ma non mancano i malumori tra i potenziali alleati per questa decisione calata dall’alto.

In attesa dei sondaggi ufficiali, in queste elezioni comunali a Como visto il clima di grande incertezza e le possibili divisioni nei due schieramenti, appare probabile che per eleggere il prossimo sindaco ci sarà bisogno di un ballottaggio.

ELEZIONI COMO 2022: LA GUIDA

Elezioni amministrative Como 2022: la data

Nel 2017 le elezioni amministrative a Como si sono tenute domenica 11 giugno. In teoria anche nel 2022 si dovrebbe votare nella tarda primavera, ma per la data tutto dipenderà da quella che sarà la situazione Covid in Italia.

Per esigenze sanitarie dovrebbe essere confermata la doppia giornata di voto (domenica dalle 07.00 alle 23.000 e lunedì dalle 07.00 alle 15.00), mentre appare scontato un eventuale accorpamento con i possibili referendum in programma.

In queste elezioni amministrative in totale si voterà in circa mille Comuni, tra cui anche quattro capoluoghi di regione: Genova, Palermo, Catanzaro e L’Aquila. In Lombardia gli altri capoluoghi di provincia al voto sono Monza e Lodi.

La legge elettorale

Fatta eccezione per le regioni a statuto speciale dove possono esserci dei cambiamenti, la legge elettorale delle elezioni amministrative in Italia è di stampo maggioritario per quanto riguarda l’elezione del sindaco, mentre la ripartizione dei consiglieri avviene in maniera proporzionale.

Essendo Como un Comune con più di 15.000 abitanti, se nessun candidato al primo turno dovesse ottenere la maggioranza assoluta allora si procederà a un ballottaggio tra i due più votati. Nel caso si dovesse verificare una perfetta parità nel testa a testa, sarà eletto sindaco il candidato più anziano.

Per garantire la formazione di una maggioranza solida e di conseguenza una sostanziale governabilità, alle liste collegate al candidato sindaco risultato vincitore verrà attribuito il 60% dei seggi. I restanti posti nel Consiglio verranno poi assegnati alle altre liste in maniera proporzionale attraverso il “metodo D’Hondt”.

Alla divisione dei seggi, si andranno a eleggere nel totale 32 consiglieri escluso il sindaco, saranno ammesse tutte le liste e i gruppi di liste di candidati che avranno superato la soglia di sbarramento del 3% dei voti validi.

Per quanto riguarda le modalità di voto, nei comuni con più di 15.000 abitanti è ammesso il voto disgiunto, con l’elettore che potrà esprimere fino a due preferenze mantenendo però la parità di genere (un uomo e una donna).

I candidati

La storia delle elezioni amministrative a Como ci insegna come la città lariana, eccezion fatta per le parentesi del dem Lucini (2012-2017) e del socialista Simone (1985-1988), è sempre stata governata dal centrodestra.

Dopo la vittoria al ballottaggio alle scorse comunali, Mario Landriscina in vista del voto nel 2022 non sembrerebbe avere più l’appoggio dei partiti: se il sindaco vorrà correre per un mandato-bis, non è da escludere che alla fine possa correre come indipendente.

Giovando d’anticipo Fratelli d’Italia a inizio novembre ha lanciato la candidatura del coordinatore provinciale ed ex assessore Stefano Molinari. Se i partiti individueranno un profilo differente ma condiviso, non è da escludere un possibile passo indietro.

Sempre nella logica del fare la prima mossa, il Partito Democratico invece ha ufficializzato la candidatura della consigliera comunale Barbara Minghetti.

Un modus operandi questo dei dem che però non sembrerebbe essere piaciuto molto al Movimento 5 Stelle e alla lista Civitas, capace a Como di prendere il 6% alle elezioni amministrative del 2017.

I pentastellati in particolare hanno già fatto sapere di essere pronti a correre per conto proprio se non dovesse arrivare un accordo con il PD. Se in entrambi i fronti non arriveranno dei chiarimenti nelle prossime settimane, lo scenario politico di queste elezioni a Como potrebbe essere più che frammentato.

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