Ormai è assodato: la campagna elettorale di Barack Obama punta sull’appoggio della classe media. Ma da che mondo è mondo, ogni battaglia ha bisogno di una nemesi, di un nemico: qui il nemico già c’è già: è Mitt Romney, a cui lo staff di Obama sta affibbiando un’etichetta sgradevole alla classe media, quella di rappresentante dell’1% della popolazione, ovvero i milionari.
Vacanze con i super-ricchi annullate per Obama
E non è un caso che quest’anno Barack Obama e famiglia abbiano annullato le consuete vacanze a Martha’s Vineyard, isola del Massachusetts dove ogni estate si riunisce l’élite del New England. Le vacanze con i super-ricchi mal gioverebbero a una propaganda anti-milionari. E così la Casa Bianca ha cancellato tutte le prenotazioni, per dare un segnale, dopo la rincorsa di Romney ai sondaggi.
E così, a Martha’s Vineyard, si stanno riattrezzando: «Da quanto abbiamo sentito non verranno», confessa il sergente della polizia dell’isola Thomas Medeiros. Voci tuttavia che non vengono ancora confermate dalla Casa Bianca, solo per non sminuire l’appeal del posto. Eppure il coordinatore della campagna Jim Messina ha parlato chiaro: Obama deve essere il paladino della classe media, Romney quello dei milionari. Solo attraverso questa contrapposizione, infatti, si potranno ottenere risultati efficaci (e i primi stanno già arrivando).
Non a caso sono state rivelate anche indiscrezioni (da «Vanity Fair») sui conti off shore di Romney alle isole Cayman, intermediate dalla società finanziaria Bain Capital, già sotto accusa dagli spot elettorali che sostengono Obama e responsabile di aver licenziato molti lavoratori, con una ulteriore strizzatina d’occhio, dunque, alla classe media. Queste rivelazioni hanno contribuito ad aumentare il distacco di Romney da Obama di qualche punto percentuale.
La rincorsa agli Stati incerti
La strategia di eleggere la Bain Capital a «portatore di tutti i mali repubblicani» si sta dunque rivelando vincente, ma su Obama pesano ancora il tasso di disoccupazione, la controversa (e contraddittoria) riforma sanitaria e l’influenza razzista. La decisione di evitare il viaggio a Martha’s Vineyard, però, si rivela proficua e persevera sul filone «anti-milionario» e «pro-classe media» adottato da Messina.
Intanto Obama ha iniziato il suo tour in Ohio e Pennsylvania, due Stati cruciali per la sua prossima rielezione e che già nel 2008 si rivelarono fondamentali per la sua vittoria.
A oggi, tuttavia, Obama è ancora sopra Romney nei principali sondaggi statunitensi.
Gli Stati più inclini alla rielezione dell’attuale presidente sono: California, Columbia, Delaware, Hawaii, Illinois, Maine, Maryland, Massachusetts, New Jersey, New York, New Mexico, Rhode Island, Vermont e Washington. Tra questi si annoverano anche, ma non al 100%, Connecticut, Minnesota, Oregon e Wisconsin.
Tra gli incerti (gli «swing States» bombardati attualmente dagli spot elettorali) figurano: Colorado, Florida, Iowa, North Carolina, New Hampshire, Nevada, Ohio, Pennsylvania e Virginia.
A favore di Romney figurano: Alabama, Alaska, Arkansas, Georgia, Kansas, Idaho, Kentucky, Louisiana, Mississippi, Montana, Nebraska, North Dakota, Oklahoma, South Carolina, South Dakota, Tennessee, Texas, West Virginia e Wyoming. Probabili, ma non al 100%, Arizona, Indiana e Missouri.
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